Racconti
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

Il vino è un argomento molto vasto, talmente ricco di sfumature e colori che c’è sempre qualcosa da imparare. Il risultato è che la maggior parte di noi si ritrova spesso confuso e disorientato da terminologie troppo complesse e da spiegazioni ancor più complicate, rendendolo un argomento appannaggio dei più curiosi e dei più esperti.
Per questo, dopo averti spiegato come si fa il vino, cosa si intende con il termine solfiti e cosa vuole dire la parola tannini, oggi entreremo nel merito di un altro vocabolo legato al mondo del vino: il terroir. Una parola perfetta da snocciolare a cena con amici e conoscenti e fare bella figura con una spiegazione semplice ma efficace che ti porterà ad essere eletto come nuovo sommelier di fiducia del gruppo.
Abbiamo la tua attenzione? Allora possiamo incominciare.
Il concetto di terroir è molto più semplice di quello che potrebbe sembrare a prima vista.
Dal punto di vista etimologico, la parola deriva dal francese terroir, a sua volta legato al latino territorium (da terra). Sebbene in italiano venga spesso tradotto con "territorio", il termine ha un'ampiezza di significato ben maggiore: non indica soltanto le caratteristiche fisiche e la biodiversità di un luogo, ma abbraccia anche il legame che questa stessa zona ha con il lavoro di chi coltiva la vigna e produce il vino.
È la ragione per cui, all’interno di una specifica e ben delimitata zona geografica, l’interazione tra terreno, clima, vitigno e le tradizioni enologiche e agronomiche di quel luogo può dare vita a un vino unico, che non potrebbe essere riprodotto identico in nessun altro luogo al mondo.
Il concetto di terroir è così importante che, in alcuni casi, può caratterizzare un vino fino a rendere unica e riconoscibile la produzione di una vigna, distinguendola in modo sostanziale da quella di un vigneto situato anche a poche decine di metri di distanza.
Ecco qualche esempio concreto di terroir per aiutarti a comprendere ancora meglio questo termine.
Colline verdi e floride che si estendono a vista d’occhio riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2014. Dolci salite alternate ad erti versanti che esprimono al meglio il carattere di una terra che, con pazienza e costanza, anno dopo anno, ci regala alcuni dei prodotti migliori della tradizione enogastronomica. E soprattutto borghi, casali e cantine secolari che hanno fatto della produzione di vini di qualità una vera e propria arte.
Tra i vitigni più rappresentativi di questo terroir c’è indubbiamente il nebbiolo, nelle sue massime espressioni come il Barolo e il Barbaresco, due dei vini più amati e conosciuti in assoluto. Ma anche tanti altri vitigni autoctoni come la Barbera o il Dolcetto e la Freisa.
Nonostante la vocazione delle Langhe sia indubbiamente rossista, non manca una nutrita rappresentanza di vini bianchi prodotti con varietali autoctoni, come Arneis, Nascetta e Favorita, e internazionali come Chardonnay e Riesling. La fascia alta delle colline, inoltre, grazie al clima fresco e ventilato, permette di ottenere ottime basi per gli spumanti a base Pinot Nero e Chardonnay, per la produzione dell’Alta Langa, un metodo classico sempre più apprezzato da esperti e appassionati.
Anche in questo caso parliamo di un territorio patrimonio dell’UNESCO (dal 2019), che, come le Langhe, si caratterizza per un andamento fortemente collinare. La coltivazione della vite, l’unica possibile, e il duro lavoro dell’uomo, hanno modellato questo territorio, rendendolo capace di dare sostentamento ai suoi abitanti.
Grazie al lavoro dell’uomo le Rive, scoscese colline rocciose, sono diventate terrazzamenti in cui dimorano i filari di Glera che qui trova la sua espressione migliore, regalandoci spumanti unici, in grado di accompagnarci con gusto ed eleganza nei momenti di convivialità.
Trova qui la sua massima espressione una bollicina famosissima: il Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene, il cui nome viene ormai pronunciato con gli accenti di tutto il mondo, internazionalmente legato nella mente di tutti noi ad una sola immagine: il brindisi. Che sia un cin cin, un cheers, un salud o un prosit, insomma, qualunque sia la tua lingua non c’è vino più adatto da assaporare per il momento in cui i bicchieri si incontrano in quell’allegro e leggero tintinnio.
Quello della Valpolicella è un territorio dolce e accogliente, in cui i monti Lessini degradano lentamente e progressivamente in ampie e confortevoli vallate, fino alla pianura. Uno scenario rilassante e verdeggiante, in cui perdersi per ritrovare una pace assoluta.
Un territorio unico, in cui l’arte della viticoltura è diffusa sin dai tempi dell’Antica Roma: un sapere prezioso che viene tramandato attraverso i secoli di generazione in generazione, conservando la cura che caratterizza queste produzioni.
Qui le uve a bacca rossa Corvina, Corvinone e Rondinella danno origine all’Amarone, uno dei vini rossi più importanti e famosi della tradizione enologica italiana, a cui si affiancano altre denominazioni locali, come Il Valpolicella Ripasso, meno blasonate ma comunque molto interessanti.
Il vicino Soave invece è la terra del bianco, dove su terreni di origine vulcanica viene coltivata la Garganega, che dà vita a vini freschi, delicati e profumati in gioventù, che diventano complessi ed eleganti se lasciati affinare per qualche anno, grazie alle sue spiccate doti evolutive.
La Toscana è una terra che non ha davvero bisogno di presentazioni.
Le sue colline, il suo panorama verdeggiante di ulivi, cipressi e vigneti sono già stati raccontati in innumerevoli film e libri e hanno fatto fantasticare turisti da tutto il mondo. Ma oltre alla sua bellezza paesaggistica, la Toscana offre alcuni dei prodotti vitivinicoli più famosi e apprezzati di tutta Italia.
Il vitigno protagonista in questa regione è il Sangiovese, utilizzato per produrre vini che raccontano il territorio toscano meglio di qualsiasi descrizione: ruvidi, forti e spigolosi ma allo stesso tempo strutturati, bilanciati e intensi.
Il Sangiovese in purezza nelle zone di Montalcino permette di ottenere il Brunello, uno dei vini italiani più famosi e longevi, e la sua versione più giovane, il Rosso di Montalcino.
Tra le massime espressioni del Sangiovese rientra anche il Chianti Classico, un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Ti basterà un calice di uno di questi vini per sentirti immediatamente trasportato nell’atmosfera rilassante e scenografica delle colline toscane.
Il Sud Italia è una zona della nostra penisola che ci ha da sempre abituato a delizie e leccornie di ogni tipo. La Campania, poi, è una delle terre più ricche di sfiziosità e chicche gastronomiche, in grado di far venire l’acquolina in bocca a tutti: anche dal punto di vista dei vini, però, non ci delude affatto, anzi.
La combinazione di altitudine, esposizione al sole e terreni calcareo argillosi rende l’Irpinia la patria di alcuni vini che sin dal primo sorso avranno il potere di allietare le tue papille gustative e tutti i tuoi sensi: il Fiano di Avellino, innanzitutto, un vino antichissimo che è forse uno dei più rappresentativi della zona, ma anche il Greco di Tufo, dal sapore inconfondibile e sulfureo e la Falanghina, delicata e soavemente fruttata.
Oltre ai varietali autoctoni a bacca bianca, qui troviamo l'Aglianico, un vitigno che dà origine a rossi strutturati e complessi, caratterizzati da una spiccata acidità e da tannini decisi che regalano al vino eleganza e una grande capacità di affinamento.
Esistono pochi luoghi caratteristici, suggestivi e scenografici come la zona dell’Etna, dove dalla cima del vulcano si scorge il mare e la natura mostra tutta la sua forza.
Su questo territorio eccezionale, alcuni eroici viticoltori sono riusciti a coltivare i vitigni proprio sulle pendici laviche dell’Etna, producendo bottiglie di grande valore.
I vini che nascono in questo territorio lo raccontano in modo unico. Qui nascono grandi vini rossi a base di Nerello Mascalese e di Nerello Cappuccio, ma anche straordinari bianchi, sapidi e verticali, in cui il vitigno principe è il Carricante, che solo sul vulcano è capace di esprimersi appieno.
Quello del vino è un mondo ampio e a volte complesso, ma ora hai qualche utile nozione in più da condividere a cena con gli amici: per scoprire davvero un territorio, dopo la teoria serve anche la pratica.
Esplora la categoria dedicata ai vini e ai diversi terroir per assaggiare le bottiglie più rappresentative di ciascuna area.
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Il vino è un argomento molto vasto, talmente ricco di sfumature e colori che c’è sempre qualcosa da imparare. Il risultato è che la maggior parte di noi si ritrova spesso confuso e disorientato da terminologie troppo complesse e da spiegazioni ancor più complicate, rendendolo un argomento appannaggio dei più curiosi e dei più esperti.
Per questo, dopo averti spiegato come si fa il vino, cosa si intende con il termine solfiti e cosa vuole dire la parola tannini, oggi entreremo nel merito di un altro vocabolo legato al mondo del vino: il terroir. Una parola perfetta da snocciolare a cena con amici e conoscenti e fare bella figura con una spiegazione semplice ma efficace che ti porterà ad essere eletto come nuovo sommelier di fiducia del gruppo.
Abbiamo la tua attenzione? Allora possiamo incominciare.
Il concetto di terroir è molto più semplice di quello che potrebbe sembrare a prima vista.
Dal punto di vista etimologico, la parola deriva dal francese terroir, a sua volta legato al latino territorium (da terra). Sebbene in italiano venga spesso tradotto con "territorio", il termine ha un'ampiezza di significato ben maggiore: non indica soltanto le caratteristiche fisiche e la biodiversità di un luogo, ma abbraccia anche il legame che questa stessa zona ha con il lavoro di chi coltiva la vigna e produce il vino.
È la ragione per cui, all’interno di una specifica e ben delimitata zona geografica, l’interazione tra terreno, clima, vitigno e le tradizioni enologiche e agronomiche di quel luogo può dare vita a un vino unico, che non potrebbe essere riprodotto identico in nessun altro luogo al mondo.
Il concetto di terroir è così importante che, in alcuni casi, può caratterizzare un vino fino a rendere unica e riconoscibile la produzione di una vigna, distinguendola in modo sostanziale da quella di un vigneto situato anche a poche decine di metri di distanza.
Ecco qualche esempio concreto di terroir per aiutarti a comprendere ancora meglio questo termine.
Colline verdi e floride che si estendono a vista d’occhio riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2014. Dolci salite alternate ad erti versanti che esprimono al meglio il carattere di una terra che, con pazienza e costanza, anno dopo anno, ci regala alcuni dei prodotti migliori della tradizione enogastronomica. E soprattutto borghi, casali e cantine secolari che hanno fatto della produzione di vini di qualità una vera e propria arte.
Tra i vitigni più rappresentativi di questo terroir c’è indubbiamente il nebbiolo, nelle sue massime espressioni come il Barolo e il Barbaresco, due dei vini più amati e conosciuti in assoluto. Ma anche tanti altri vitigni autoctoni come la Barbera o il Dolcetto e la Freisa.
Nonostante la vocazione delle Langhe sia indubbiamente rossista, non manca una nutrita rappresentanza di vini bianchi prodotti con varietali autoctoni, come Arneis, Nascetta e Favorita, e internazionali come Chardonnay e Riesling. La fascia alta delle colline, inoltre, grazie al clima fresco e ventilato, permette di ottenere ottime basi per gli spumanti a base Pinot Nero e Chardonnay, per la produzione dell’Alta Langa, un metodo classico sempre più apprezzato da esperti e appassionati.
Anche in questo caso parliamo di un territorio patrimonio dell’UNESCO (dal 2019), che, come le Langhe, si caratterizza per un andamento fortemente collinare. La coltivazione della vite, l’unica possibile, e il duro lavoro dell’uomo, hanno modellato questo territorio, rendendolo capace di dare sostentamento ai suoi abitanti.
Grazie al lavoro dell’uomo le Rive, scoscese colline rocciose, sono diventate terrazzamenti in cui dimorano i filari di Glera che qui trova la sua espressione migliore, regalandoci spumanti unici, in grado di accompagnarci con gusto ed eleganza nei momenti di convivialità.
Trova qui la sua massima espressione una bollicina famosissima: il Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene, il cui nome viene ormai pronunciato con gli accenti di tutto il mondo, internazionalmente legato nella mente di tutti noi ad una sola immagine: il brindisi. Che sia un cin cin, un cheers, un salud o un prosit, insomma, qualunque sia la tua lingua non c’è vino più adatto da assaporare per il momento in cui i bicchieri si incontrano in quell’allegro e leggero tintinnio.
Quello della Valpolicella è un territorio dolce e accogliente, in cui i monti Lessini degradano lentamente e progressivamente in ampie e confortevoli vallate, fino alla pianura. Uno scenario rilassante e verdeggiante, in cui perdersi per ritrovare una pace assoluta.
Un territorio unico, in cui l’arte della viticoltura è diffusa sin dai tempi dell’Antica Roma: un sapere prezioso che viene tramandato attraverso i secoli di generazione in generazione, conservando la cura che caratterizza queste produzioni.
Qui le uve a bacca rossa Corvina, Corvinone e Rondinella danno origine all’Amarone, uno dei vini rossi più importanti e famosi della tradizione enologica italiana, a cui si affiancano altre denominazioni locali, come Il Valpolicella Ripasso, meno blasonate ma comunque molto interessanti.
Il vicino Soave invece è la terra del bianco, dove su terreni di origine vulcanica viene coltivata la Garganega, che dà vita a vini freschi, delicati e profumati in gioventù, che diventano complessi ed eleganti se lasciati affinare per qualche anno, grazie alle sue spiccate doti evolutive.
La Toscana è una terra che non ha davvero bisogno di presentazioni.
Le sue colline, il suo panorama verdeggiante di ulivi, cipressi e vigneti sono già stati raccontati in innumerevoli film e libri e hanno fatto fantasticare turisti da tutto il mondo. Ma oltre alla sua bellezza paesaggistica, la Toscana offre alcuni dei prodotti vitivinicoli più famosi e apprezzati di tutta Italia.
Il vitigno protagonista in questa regione è il Sangiovese, utilizzato per produrre vini che raccontano il territorio toscano meglio di qualsiasi descrizione: ruvidi, forti e spigolosi ma allo stesso tempo strutturati, bilanciati e intensi.
Il Sangiovese in purezza nelle zone di Montalcino permette di ottenere il Brunello, uno dei vini italiani più famosi e longevi, e la sua versione più giovane, il Rosso di Montalcino.
Tra le massime espressioni del Sangiovese rientra anche il Chianti Classico, un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Ti basterà un calice di uno di questi vini per sentirti immediatamente trasportato nell’atmosfera rilassante e scenografica delle colline toscane.
Il Sud Italia è una zona della nostra penisola che ci ha da sempre abituato a delizie e leccornie di ogni tipo. La Campania, poi, è una delle terre più ricche di sfiziosità e chicche gastronomiche, in grado di far venire l’acquolina in bocca a tutti: anche dal punto di vista dei vini, però, non ci delude affatto, anzi.
La combinazione di altitudine, esposizione al sole e terreni calcareo argillosi rende l’Irpinia la patria di alcuni vini che sin dal primo sorso avranno il potere di allietare le tue papille gustative e tutti i tuoi sensi: il Fiano di Avellino, innanzitutto, un vino antichissimo che è forse uno dei più rappresentativi della zona, ma anche il Greco di Tufo, dal sapore inconfondibile e sulfureo e la Falanghina, delicata e soavemente fruttata.
Oltre ai varietali autoctoni a bacca bianca, qui troviamo l'Aglianico, un vitigno che dà origine a rossi strutturati e complessi, caratterizzati da una spiccata acidità e da tannini decisi che regalano al vino eleganza e una grande capacità di affinamento.
Esistono pochi luoghi caratteristici, suggestivi e scenografici come la zona dell’Etna, dove dalla cima del vulcano si scorge il mare e la natura mostra tutta la sua forza.
Su questo territorio eccezionale, alcuni eroici viticoltori sono riusciti a coltivare i vitigni proprio sulle pendici laviche dell’Etna, producendo bottiglie di grande valore.
I vini che nascono in questo territorio lo raccontano in modo unico. Qui nascono grandi vini rossi a base di Nerello Mascalese e di Nerello Cappuccio, ma anche straordinari bianchi, sapidi e verticali, in cui il vitigno principe è il Carricante, che solo sul vulcano è capace di esprimersi appieno.
Quello del vino è un mondo ampio e a volte complesso, ma ora hai qualche utile nozione in più da condividere a cena con gli amici: per scoprire davvero un territorio, dopo la teoria serve anche la pratica.
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