Racconti
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

I suoi estimatori sono sempre di più, eppure sono ancora pochi coloro che sanno come si fa il vino. Forse perché si tratta di un procedimento molto complesso, difficile da spiegare in modo dettagliato. Qui l'obiettivo è invece quello di semplificarlo, raccontandone le fasi principali in modo comprensibile.
| Fase | Dettagli del processo |
|---|---|
| Coltivazione dell'uva | Scelte relative al territorio, ai tempi di maturazione dei vitigni e all'uso di concimi, fertilizzanti o prodotti chimici. |
| Raccolta e vendemmia | Eseguita tra agosto e ottobre (fino a novembre per i vini passiti), a mano oppure in modo meccanizzato. |
| Pigiatura | Spremitura soffice dell'uva, purificazione dalle impurità, correzione dell'acidità ed eventuale deraspatura. |
| Vinificazione | Fermentazione del mosto con trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica. |
| Affinamento e imbottigliamento | Riposo in botti di rovere, acciaio, cemento o anfore (minimo per i bianchi, fino a 5 anni per i rossi), filtrazione, deossigenazione con azoto e imbottigliamento. |
Il processo produttivo del vino non può dare un buon risultato se l'uva di partenza non è di qualità.
Per questo la coltivazione dell'uva è il primo passo per la produzione del vino. Le variabili da considerare in questa fase iniziale riguardano il territorio, il tempo di maturazione di ogni vitigno e le decisioni sull'impiego di concimi, fertilizzanti e trattamenti in vigneto.
Ogni cantina adotta un'impostazione specifica per ciascuna di queste opzioni, a seconda delle scelte agronomiche e del tipo di vino che vuole ottenere. Queste decisioni incidono in modo diretto sulle caratteristiche del prodotto finale.
Nella gestione del vigneto, la sostenibilità riguarda direttamente le scelte agronomiche quotidiane. Praticare una viticoltura sostenibile significa limitare o evitare l'uso di concimi chimici di sintesi e diserbanti, orientandosi verso fertilizzanti di origine organica e lavorazioni meccaniche del terreno.
Questo approccio preserva la vitalità del suolo e la biodiversità tra i filari, consentendo alle viti di sviluppare un naturale equilibrio con l'ambiente circostante. Lavorare la terra con attenzione alle risorse idriche e alla salute della pianta permette di ottenere uve sane e integre, ponendo le basi per una produzione di qualità fin dalla prima fase sul campo.
Il secondo momento fondamentale del processo di produzione del vino è la raccolta dell’uva e la vendemmia.
Partiamo dalle basi: quando si fa la vendemmia?
Per la maggior parte di tipologie di uva, la vendemmia viene svolta tra agosto e ottobre, a seconda del giusto grado di maturazione raggiunto da ciascuna tipologia. Per alcune uve a fermentazione tardiva come quelle dei vini passiti, però, viene fatta più avanti e si può arrivare fino a novembre.
La raccolta dell’uva e la vendemmia possono essere fatte sia manualmente sia in modo meccanizzato, a seconda anche in questo caso delle preferenze dell’azienda e della cantina. Come indicazione generale, la vendemmia manuale consente di garantire una maggiore accuratezza nella selezione dei grappoli, che permette quindi di ottenere un vino di maggiore qualità.
Alcune buone norme durante la raccolta dell'uva sono quelle di non cogliere uva bagnata per evitare che l’acqua influisca sulla qualità del mosto, di non vendemmiare durante le ore più calde della giornata per impedire fermentazioni indesiderate e di far trascorrere meno tempo possibile tra la raccolta e la pigiatura per scongiurare il deterioramento degli acini, poiché i grappoli integri sono la premessa per avere un buon vino.
Anche la pigiatura veniva fatta tradizionalmente a mano, anzi con i piedi: sono famose le immagini delle famiglie contadine che saltano all'interno dei grossi catini nei quali veniva raccolta la frutta.
Oggi la pigiatura si effettua invece con l'ausilio dei macchinari. L'uva viene spremuta e il mosto ottenuto, corretto in acidità e purificato dalle impurità e dai batteri, viene poi raccolto in grandi tini. In alcuni casi avviene a questo punto la deraspatura, cioè l'eliminazione dei raspi e dei vinaccioli, cioè i semi. Per un buon risultato, è importante che la pigiatura sia soffice, e sprema il succo senza deteriorare eccessivamente le bucce.
Nei catini, il mosto fermenterà: durante questo processo biochimico (la fermentazione o vinificazione) lo zucchero contenuto nel mosto comincia a trasformarsi in alcol e anidride carbonica.
Nel caso dei vini bianchi, il succo dell'uva viene separato da raspi, vinacce (bucce) e semi, mentre nel caso dei vini rossi fermenta assieme alle componenti solide, che influiscono sul colore e sulla componente tannica del vino. E per i vini rosati, la vinificazione in bianco avviene solo in modo parziale.
Dopo la vinificazione, il vino viene filtrato fino a quando sarà chiarificato e poi travasato in contenitori di vari materiali, a meno che (in qualche raro caso) non subisca una seconda fermentazione.
I vini bianchi richiedono un invecchiamento minimo o addirittura assente prima dell'imbottigliamento, mentre i vini rossi possono riposare fino a 5 anni (con qualche eccezione di durata superiore). L'affinamento può avvenire in botti di rovere, di acciaio, di cemento o in anfore: la scelta del materiale e le dimensioni del contenitore cambiano le caratteristiche del vino.
Infine, il vino viene rifiltrato per eliminare le impurità, deossigenato tramite l'aggiunta di sostanze come l'azoto gassoso e poi imbottigliato. L'affinamento del vino prosegue in bottiglia, e ne sono responsabili prima il produttore, poi il rivenditore e infine l'acquirente.
In bottiglia il vino, essendo una "materia viva", continua a evolvere: ed è anche questo che lo rende così affascinante.
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Giùen Rosso di Valtellina DOC Nebbiolo
0,75l
Nino Negri
16,90 €
22,53 €/lt
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Chianti Classico
75cl
Castellare di Castellina
17,90 €
23,87 €/lt
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Vino bianco Vermentino di Sardegna
75cl
Capichera
16,90 €
22,53 €/lt
Non disponibile
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Ribolla Gialla
75cl
Le Vigne di Zamò
18,90 €
25,20 €/lt
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Rosato Sicilia IGT
0,75l
Tenuta Rapitalà
12,90 €
17,20 €/lt
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Rosato Puglia
0,75l
La Zolla
7,90 €
10,53 €/lt
Non disponibile
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I suoi estimatori sono sempre di più, eppure sono ancora pochi coloro che sanno come si fa il vino. Forse perché si tratta di un procedimento molto complesso, difficile da spiegare in modo dettagliato. Qui l'obiettivo è invece quello di semplificarlo, raccontandone le fasi principali in modo comprensibile.
| Fase | Dettagli del processo |
|---|---|
| Coltivazione dell'uva | Scelte relative al territorio, ai tempi di maturazione dei vitigni e all'uso di concimi, fertilizzanti o prodotti chimici. |
| Raccolta e vendemmia | Eseguita tra agosto e ottobre (fino a novembre per i vini passiti), a mano oppure in modo meccanizzato. |
| Pigiatura | Spremitura soffice dell'uva, purificazione dalle impurità, correzione dell'acidità ed eventuale deraspatura. |
| Vinificazione | Fermentazione del mosto con trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica. |
| Affinamento e imbottigliamento | Riposo in botti di rovere, acciaio, cemento o anfore (minimo per i bianchi, fino a 5 anni per i rossi), filtrazione, deossigenazione con azoto e imbottigliamento. |
Il processo produttivo del vino non può dare un buon risultato se l'uva di partenza non è di qualità.
Per questo la coltivazione dell'uva è il primo passo per la produzione del vino. Le variabili da considerare in questa fase iniziale riguardano il territorio, il tempo di maturazione di ogni vitigno e le decisioni sull'impiego di concimi, fertilizzanti e trattamenti in vigneto.
Ogni cantina adotta un'impostazione specifica per ciascuna di queste opzioni, a seconda delle scelte agronomiche e del tipo di vino che vuole ottenere. Queste decisioni incidono in modo diretto sulle caratteristiche del prodotto finale.
Nella gestione del vigneto, la sostenibilità riguarda direttamente le scelte agronomiche quotidiane. Praticare una viticoltura sostenibile significa limitare o evitare l'uso di concimi chimici di sintesi e diserbanti, orientandosi verso fertilizzanti di origine organica e lavorazioni meccaniche del terreno.
Questo approccio preserva la vitalità del suolo e la biodiversità tra i filari, consentendo alle viti di sviluppare un naturale equilibrio con l'ambiente circostante. Lavorare la terra con attenzione alle risorse idriche e alla salute della pianta permette di ottenere uve sane e integre, ponendo le basi per una produzione di qualità fin dalla prima fase sul campo.
Il secondo momento fondamentale del processo di produzione del vino è la raccolta dell’uva e la vendemmia.
Partiamo dalle basi: quando si fa la vendemmia?
Per la maggior parte di tipologie di uva, la vendemmia viene svolta tra agosto e ottobre, a seconda del giusto grado di maturazione raggiunto da ciascuna tipologia. Per alcune uve a fermentazione tardiva come quelle dei vini passiti, però, viene fatta più avanti e si può arrivare fino a novembre.
La raccolta dell’uva e la vendemmia possono essere fatte sia manualmente sia in modo meccanizzato, a seconda anche in questo caso delle preferenze dell’azienda e della cantina. Come indicazione generale, la vendemmia manuale consente di garantire una maggiore accuratezza nella selezione dei grappoli, che permette quindi di ottenere un vino di maggiore qualità.
Alcune buone norme durante la raccolta dell'uva sono quelle di non cogliere uva bagnata per evitare che l’acqua influisca sulla qualità del mosto, di non vendemmiare durante le ore più calde della giornata per impedire fermentazioni indesiderate e di far trascorrere meno tempo possibile tra la raccolta e la pigiatura per scongiurare il deterioramento degli acini, poiché i grappoli integri sono la premessa per avere un buon vino.
Anche la pigiatura veniva fatta tradizionalmente a mano, anzi con i piedi: sono famose le immagini delle famiglie contadine che saltano all'interno dei grossi catini nei quali veniva raccolta la frutta.
Oggi la pigiatura si effettua invece con l'ausilio dei macchinari. L'uva viene spremuta e il mosto ottenuto, corretto in acidità e purificato dalle impurità e dai batteri, viene poi raccolto in grandi tini. In alcuni casi avviene a questo punto la deraspatura, cioè l'eliminazione dei raspi e dei vinaccioli, cioè i semi. Per un buon risultato, è importante che la pigiatura sia soffice, e sprema il succo senza deteriorare eccessivamente le bucce.
Nei catini, il mosto fermenterà: durante questo processo biochimico (la fermentazione o vinificazione) lo zucchero contenuto nel mosto comincia a trasformarsi in alcol e anidride carbonica.
Nel caso dei vini bianchi, il succo dell'uva viene separato da raspi, vinacce (bucce) e semi, mentre nel caso dei vini rossi fermenta assieme alle componenti solide, che influiscono sul colore e sulla componente tannica del vino. E per i vini rosati, la vinificazione in bianco avviene solo in modo parziale.
Dopo la vinificazione, il vino viene filtrato fino a quando sarà chiarificato e poi travasato in contenitori di vari materiali, a meno che (in qualche raro caso) non subisca una seconda fermentazione.
I vini bianchi richiedono un invecchiamento minimo o addirittura assente prima dell'imbottigliamento, mentre i vini rossi possono riposare fino a 5 anni (con qualche eccezione di durata superiore). L'affinamento può avvenire in botti di rovere, di acciaio, di cemento o in anfore: la scelta del materiale e le dimensioni del contenitore cambiano le caratteristiche del vino.
Infine, il vino viene rifiltrato per eliminare le impurità, deossigenato tramite l'aggiunta di sostanze come l'azoto gassoso e poi imbottigliato. L'affinamento del vino prosegue in bottiglia, e ne sono responsabili prima il produttore, poi il rivenditore e infine l'acquirente.
In bottiglia il vino, essendo una "materia viva", continua a evolvere: ed è anche questo che lo rende così affascinante.
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