Racconti
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

Da cosa dipendono i colori del vino? I colori del vino dipendono dai pigmenti estratti dalle bucce dell'uva durante la macerazione, in particolare antociani e tannini. Sull'intensità e sulle sfumature influiscono il vitigno, le tecniche di vinificazione e il tempo di affinamento: l'ossidazione e l'invecchiamento portano i vini rossi a schiarirsi verso toni granati, mentre i vini bianchi scuriscono verso l'oro e l'ambra.
Quando versiamo del vino nel bicchiere, la prima cosa che salta all'occhio è proprio la tonalità. Oltre alla semplice suddivisione tra bianco, rosso e rosato, la gamma cromatica rivela dettagli precisi sulla struttura e sull'evoluzione del prodotto.
Come evidenziato dalle linee guida dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) e dai manuali dell'Associazione Italiana Sommelier, l'analisi visiva è il primo e indispensabile passaggio per interpretare l'origine e l'età di ogni etichetta.
Prima di tutto, dipende dalle sostanze polifenoliche presenti sulla buccia degli acini d’uva (come antociani, flavoni, leucoantociani, catechine, acidi benzoici), che le bucce rilasciano durante il processo di vinificazione, che può prevedere durate e temperature di fermentazione molto diverse. Per produrre un vino rosso, la vinificazione può arrivare a durare anche diverse settimane a temperature elevate che consentano l'estrazione dei polifenoli; per un rosato, invece, la macerazione sulle bucce dura solo qualche ora, mentre per un vino bianco non avviene del tutto.
Oltre alla tipologia di macerazione e fermentazione, esistono altri elementi variabili relativi alle tecniche di produzione del vino che possono influenzarne il colore, come:
Altri elementi riguardano invece il contesto nel quale le uve si sono sviluppate, cioè le caratteristiche del territorio, la latitudine e l'altitudine, l'esposizione, il clima e il livello di piogge e la struttura fisica del terreno: ad esempio, terreni argillosi e calcarei tendono a dare vita a uve più ricche di pigmenti rispetto a quelli sabbiosi.
Per eseguire un corretto esame visivo durante la degustazione e osservare le sfumature del vino, puoi seguire questi passaggi:
Ogni vitigno porta nel calice una propria intensità cromatica, legata principalmente alle caratteristiche della buccia delle sue uve e alla quantità di antociani, i pigmenti naturali del frutto.
Tra le uve a bacca nera, varietà come Cabernet, Lagrein, Nero d’Avola e Syrah danno vini dal colore intenso e profondo. Al contrario, vitigni come Nebbiolo, Pinot Nero, Sangiovese o Grignolino danno origine a vini poco colorati, caratterizzati da una maggiore trasparenza e da una tonalità meno carica. Questa minore intensità cromatica non rappresenta mai un difetto di vinificazione, ma costituisce una precisa e naturale nota varietale dell'uva di partenza.
Il colore di un vino non è immutabile nel tempo. L'evoluzione in bottiglia porta infatti a una progressiva modifica delle sfumature: un vino rosso giovane dal colore rubino tenderà a virare gradualmente verso il granato e l'aranciato per via dei naturali processi di ossidazione.
Scopriamo ora quali sono le gradazioni di colori dei vini rossi, bianchi e rosati.
Nel calice, il vino rosso mostra sfumature che raccontano il vitigno, l'affinamento e l'evoluzione della bottiglia. Le tonalità spaziano dal rosso porpora dei vini più giovani al rosso rubino, fino alle sfumature granato e mattonate tipiche delle bottiglie più mature.
Vini rossi molto giovani con le durezze (sapidità, tannicità e acidità) che prevalgono sulle morbidezze (zuccheri e alcol).
Vini piuttosto giovani con un sostanziale equilibrio tra morbidezze e durezze, in buono stato di conservazione.
Vini rossi più maturi con le morbidezze che prevalgono leggermente sulle durezze; in alcuni casi, fanno brevi periodi a contatto con il legno.
Vini che hanno subito un lungo invecchiamento, con le morbidezze nettamente prevalenti. Nei vini giovani, indica una cattiva evoluzione.
Dal giallo verdolino fino alle tonalità dorate e ambrate, il colore del vino bianco rivela la varietà delle uve, il grado di maturazione e il tipo di affinamento scelto in cantina. Osservare la trasparenza e i riflessi nel calice è il primo passo per intuire la freschezza e la struttura del vino.
Vini bianchi molto giovani, leggeri e freschi, piuttosto acidi e con una morbidezza contenuta, che sono stati filtrati e/o chiarificati e ottenuti da uve raccolte in anticipo.
Vini abbastanza giovani, mediamente morbidi e acidi, ottenuti da uve mature.
Vini bianchi più maturi, morbidi e poco acidi, ottenuti da uve mature o sovramature, a volte con una leggera macerazione e/o passaggio in legno.
Vini bianchi liquorosi, quindi con acidità praticamente assente. Se opachi, i vini ambrati indicano un deterioramento e un'ossidazione delle sostanze coloranti.
La sfumatura di un vino rosato dipende dal vitigno di partenza e dal tempo di contatto tra il mosto e le bucce dell'uva durante la macerazione. La palette cromatica dei rosati si articola in diverse tonalità principali:
Osservare il colore nel calice ti permette di cogliere subito lo stile della lavorazione e le caratteristiche dell'uva utilizzata.
Vini rosati ottenuti da uve a bacca nera sottoposte a rapida macerazione; in presenza di riflessi tendenti al viola, il vino è giovane.
In questo caso la macerazione è più lunga e il colore leggermente più carico.
Vini ottenuti da macerazione ancora più lunga, dal colore rosso rubino leggero.
Ora che conosci le sfumature che ogni calice porta con sé, non ti resta che portarlo a tavola e condividerlo. Che sia per un pranzo in famiglia, un brindisi con gli amici o una cena rilassante, il colore del vino è il primo indizio di ciò che ti aspetta nel bicchiere e un bell'invito a stare insieme.
Scopri la selezione nello shop di Eataly e trova la bottiglia giusta per ogni occasione: lasciati guidare dall'intensità dei vini rossi, dalla freschezza dei vini bianchi o dalle note versatili dei vini rosati. Scegli la tua sfumatura preferita e preparati a stappare.
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Da cosa dipendono i colori del vino? I colori del vino dipendono dai pigmenti estratti dalle bucce dell'uva durante la macerazione, in particolare antociani e tannini. Sull'intensità e sulle sfumature influiscono il vitigno, le tecniche di vinificazione e il tempo di affinamento: l'ossidazione e l'invecchiamento portano i vini rossi a schiarirsi verso toni granati, mentre i vini bianchi scuriscono verso l'oro e l'ambra.
Quando versiamo del vino nel bicchiere, la prima cosa che salta all'occhio è proprio la tonalità. Oltre alla semplice suddivisione tra bianco, rosso e rosato, la gamma cromatica rivela dettagli precisi sulla struttura e sull'evoluzione del prodotto.
Come evidenziato dalle linee guida dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) e dai manuali dell'Associazione Italiana Sommelier, l'analisi visiva è il primo e indispensabile passaggio per interpretare l'origine e l'età di ogni etichetta.
Prima di tutto, dipende dalle sostanze polifenoliche presenti sulla buccia degli acini d’uva (come antociani, flavoni, leucoantociani, catechine, acidi benzoici), che le bucce rilasciano durante il processo di vinificazione, che può prevedere durate e temperature di fermentazione molto diverse. Per produrre un vino rosso, la vinificazione può arrivare a durare anche diverse settimane a temperature elevate che consentano l'estrazione dei polifenoli; per un rosato, invece, la macerazione sulle bucce dura solo qualche ora, mentre per un vino bianco non avviene del tutto.
Oltre alla tipologia di macerazione e fermentazione, esistono altri elementi variabili relativi alle tecniche di produzione del vino che possono influenzarne il colore, come:
Altri elementi riguardano invece il contesto nel quale le uve si sono sviluppate, cioè le caratteristiche del territorio, la latitudine e l'altitudine, l'esposizione, il clima e il livello di piogge e la struttura fisica del terreno: ad esempio, terreni argillosi e calcarei tendono a dare vita a uve più ricche di pigmenti rispetto a quelli sabbiosi.
Per eseguire un corretto esame visivo durante la degustazione e osservare le sfumature del vino, puoi seguire questi passaggi:
Ogni vitigno porta nel calice una propria intensità cromatica, legata principalmente alle caratteristiche della buccia delle sue uve e alla quantità di antociani, i pigmenti naturali del frutto.
Tra le uve a bacca nera, varietà come Cabernet, Lagrein, Nero d’Avola e Syrah danno vini dal colore intenso e profondo. Al contrario, vitigni come Nebbiolo, Pinot Nero, Sangiovese o Grignolino danno origine a vini poco colorati, caratterizzati da una maggiore trasparenza e da una tonalità meno carica. Questa minore intensità cromatica non rappresenta mai un difetto di vinificazione, ma costituisce una precisa e naturale nota varietale dell'uva di partenza.
Il colore di un vino non è immutabile nel tempo. L'evoluzione in bottiglia porta infatti a una progressiva modifica delle sfumature: un vino rosso giovane dal colore rubino tenderà a virare gradualmente verso il granato e l'aranciato per via dei naturali processi di ossidazione.
Scopriamo ora quali sono le gradazioni di colori dei vini rossi, bianchi e rosati.
Nel calice, il vino rosso mostra sfumature che raccontano il vitigno, l'affinamento e l'evoluzione della bottiglia. Le tonalità spaziano dal rosso porpora dei vini più giovani al rosso rubino, fino alle sfumature granato e mattonate tipiche delle bottiglie più mature.
Vini rossi molto giovani con le durezze (sapidità, tannicità e acidità) che prevalgono sulle morbidezze (zuccheri e alcol).
Vini piuttosto giovani con un sostanziale equilibrio tra morbidezze e durezze, in buono stato di conservazione.
Vini rossi più maturi con le morbidezze che prevalgono leggermente sulle durezze; in alcuni casi, fanno brevi periodi a contatto con il legno.
Vini che hanno subito un lungo invecchiamento, con le morbidezze nettamente prevalenti. Nei vini giovani, indica una cattiva evoluzione.
Dal giallo verdolino fino alle tonalità dorate e ambrate, il colore del vino bianco rivela la varietà delle uve, il grado di maturazione e il tipo di affinamento scelto in cantina. Osservare la trasparenza e i riflessi nel calice è il primo passo per intuire la freschezza e la struttura del vino.
Vini bianchi molto giovani, leggeri e freschi, piuttosto acidi e con una morbidezza contenuta, che sono stati filtrati e/o chiarificati e ottenuti da uve raccolte in anticipo.
Vini abbastanza giovani, mediamente morbidi e acidi, ottenuti da uve mature.
Vini bianchi più maturi, morbidi e poco acidi, ottenuti da uve mature o sovramature, a volte con una leggera macerazione e/o passaggio in legno.
Vini bianchi liquorosi, quindi con acidità praticamente assente. Se opachi, i vini ambrati indicano un deterioramento e un'ossidazione delle sostanze coloranti.
La sfumatura di un vino rosato dipende dal vitigno di partenza e dal tempo di contatto tra il mosto e le bucce dell'uva durante la macerazione. La palette cromatica dei rosati si articola in diverse tonalità principali:
Osservare il colore nel calice ti permette di cogliere subito lo stile della lavorazione e le caratteristiche dell'uva utilizzata.
Vini rosati ottenuti da uve a bacca nera sottoposte a rapida macerazione; in presenza di riflessi tendenti al viola, il vino è giovane.
In questo caso la macerazione è più lunga e il colore leggermente più carico.
Vini ottenuti da macerazione ancora più lunga, dal colore rosso rubino leggero.
Ora che conosci le sfumature che ogni calice porta con sé, non ti resta che portarlo a tavola e condividerlo. Che sia per un pranzo in famiglia, un brindisi con gli amici o una cena rilassante, il colore del vino è il primo indizio di ciò che ti aspetta nel bicchiere e un bell'invito a stare insieme.
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