Racconti
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

Un tempo la cicerchia sosteneva la tavola quotidiana nei momenti più difficili. Coltivato già nell'Antica Mesopotamia e nell'Antico Egitto, questo legume è stato a lungo la base dell'alimentazione contadina, soprattutto nelle regioni del Centro Italia. Tra le colline delle Marche, in particolare nella provincia di Ancona, si è sviluppata una varietà del tutto particolare: la Cicerchia di Serra de' Conti, oggi Presidio Slow Food. Rispetto ad altre tipologie, la riconosci per la forma piccola e spigolosa e per il colore grigio-marrone. In cucina sorprende per il sapore delicato, meno amaro rispetto alle altre varietà, e per la buccia morbida che la rende ideale per minestre e zuppe fumanti.
Il grande consumo della cicerchia crollò alla fine dell'Ottocento, fino quasi a scomparire, a causa dei timori legati a un'assunzione eccessiva e prolungata in assenza di adeguata cottura (in realtà un ammollo di 12 ore e una bollitura completa sono i passaggi necessari per la sicurezza alimentare). Negli ultimi anni la cicerchia è tornata a essere coltivata e apprezzata. La Cicerchia di Serra de' Conti, in particolare, ha visto una seconda giovinezza grazie ai giovani agricoltori della cooperativa “La bona usanza”, che ha riunito i pochi contadini che ancora coltivavano il legume tradizionale nell'orto di casa, e all'avvio del Presidio Slow Food. I Presìdi Slow Food sono progetti posti a tutela delle piccole produzioni agricole e tradizionali a rischio di estinzione: nel caso della cicerchia marchigiana, il Presidio sostiene i coltivatori locali, preserva la biodiversità attraverso la selezione del germoplasma e ne promuove il rilancio commerciale e gastronomico.
Ma come cresce la cicerchia in natura? Si tratta di una pianta molto robusta, che riesce a svilupparsi anche in condizioni difficili, come in presenza di siccità o grande freddo, e che dà questi piccoli legumi che vengono raccolti in estate, soprattutto a luglio.
Storicamente apprezzata come fondamentale fonte di sostentamento per le comunità agricole, la cicerchia è un legume tipico della tradizione contadina del Centro Italia. Per poter essere integrata nelle preparazioni quotidiane, richiede un'adeguata preparazione preliminare: un ammollo prolungato e una bollitura accurata sono i passaggi indispensabili per la sicurezza alimentare e la digeribilità.
Rispetto ad altre tipologie, la Cicerchia di Serra de' Conti si caratterizza per una buccia particolarmente morbida e un gusto delicato e poco amaro. Queste caratteristiche organolettiche la rendono versatile in cucina, adatta a essere abbinata a cereali e verdure o impiegata sotto forma di farina per la preparazione di pasta fresca.
La Cicerchia di Serra de' Conti è adatta alla preparazione di zuppe e minestre, ma si può servire anche come contorno al posto delle lenticchie o trasformare in purea da gustare con olio a crudo e verdure a foglia. Dalla cicerchia si ricava inoltre una farina indicata per preparare formati di pasta fresca come maltagliati e pappardelle.
Rispetto ad altri legumi, questo prodotto richiede tempi di preparazione più contenuti. Per cucinarla segui questi passaggi:
| Fase | Tempo |
|---|---|
| Ammollo | 5 ore |
| Cottura | Circa 40 minuti |
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Un tempo la cicerchia sosteneva la tavola quotidiana nei momenti più difficili. Coltivato già nell'Antica Mesopotamia e nell'Antico Egitto, questo legume è stato a lungo la base dell'alimentazione contadina, soprattutto nelle regioni del Centro Italia. Tra le colline delle Marche, in particolare nella provincia di Ancona, si è sviluppata una varietà del tutto particolare: la Cicerchia di Serra de' Conti, oggi Presidio Slow Food. Rispetto ad altre tipologie, la riconosci per la forma piccola e spigolosa e per il colore grigio-marrone. In cucina sorprende per il sapore delicato, meno amaro rispetto alle altre varietà, e per la buccia morbida che la rende ideale per minestre e zuppe fumanti.
Il grande consumo della cicerchia crollò alla fine dell'Ottocento, fino quasi a scomparire, a causa dei timori legati a un'assunzione eccessiva e prolungata in assenza di adeguata cottura (in realtà un ammollo di 12 ore e una bollitura completa sono i passaggi necessari per la sicurezza alimentare). Negli ultimi anni la cicerchia è tornata a essere coltivata e apprezzata. La Cicerchia di Serra de' Conti, in particolare, ha visto una seconda giovinezza grazie ai giovani agricoltori della cooperativa “La bona usanza”, che ha riunito i pochi contadini che ancora coltivavano il legume tradizionale nell'orto di casa, e all'avvio del Presidio Slow Food. I Presìdi Slow Food sono progetti posti a tutela delle piccole produzioni agricole e tradizionali a rischio di estinzione: nel caso della cicerchia marchigiana, il Presidio sostiene i coltivatori locali, preserva la biodiversità attraverso la selezione del germoplasma e ne promuove il rilancio commerciale e gastronomico.
Ma come cresce la cicerchia in natura? Si tratta di una pianta molto robusta, che riesce a svilupparsi anche in condizioni difficili, come in presenza di siccità o grande freddo, e che dà questi piccoli legumi che vengono raccolti in estate, soprattutto a luglio.
Storicamente apprezzata come fondamentale fonte di sostentamento per le comunità agricole, la cicerchia è un legume tipico della tradizione contadina del Centro Italia. Per poter essere integrata nelle preparazioni quotidiane, richiede un'adeguata preparazione preliminare: un ammollo prolungato e una bollitura accurata sono i passaggi indispensabili per la sicurezza alimentare e la digeribilità.
Rispetto ad altre tipologie, la Cicerchia di Serra de' Conti si caratterizza per una buccia particolarmente morbida e un gusto delicato e poco amaro. Queste caratteristiche organolettiche la rendono versatile in cucina, adatta a essere abbinata a cereali e verdure o impiegata sotto forma di farina per la preparazione di pasta fresca.
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