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Oltre a essere un ottimo accompagnamento a tavola, il vino è un ingrediente prezioso in molte ricette. Rosso, bianco, rosato o spumante: ogni tipologia può arricchire i piatti e dare sfumature di sapore uniche. Ecco alcuni consigli pratici per valorizzarlo al meglio.
Come si usa il vino in cucina? Per cucinare con il vino, sfumalo a fiamma vivace per far evaporare l'alcol e trattenere solo gli aromi. Scegli una bottiglia di buona qualità: usa i rossi per carni rosse e sughi strutturati, i bianchi per pesci, risotti e carni bianche.
Se i primi a sfruttarne il gusto in cucina furono gli Etruschi e gli antichi romani, che erano soliti immergervi grandi pezzi di carne per conservarli a lungo, oggi il vino viene utilizzato nei piatti proprio per godere delle sue caratteristiche e dei suoi aromi. Ecco perché, a differenza di quello che pensano in molti, è sconsigliato utilizzare un vino imbevibile per cucinare: i suoi profumi e i suoi difetti si ritroveranno infatti nella pietanza servita a tavola. D'altro canto, non è corretto neanche utilizzare un vino di qualità eccelsa, poiché molte delle sue sfumature andranno perse durante la cottura.
Altro elemento fondamentale da considerare se vuoi imparare come cucinare con il vino è che la componente alcolica non evapora del tutto immediatamente. L'alcol inizia a bollire a circa 78 gradi, ma una percentuale variabile rimane nel piatto a seconda del tempo di cottura: per favorire l'evaporazione è consigliabile aggiungerlo quando la padella ha già una temperatura elevata e prolungare la cottura senza coperchio. Ecco perché l'uso del coperchio in questo caso è assolutamente sconsigliato.
L'acidità del vino aiuta ad ammorbidire le carni; se eccessiva, puoi bilanciarla con amidi o grassi. Il vino è utile anche per sgrassare in cottura, ad esempio nel soffritto: versalo ai bordi della padella, dove si concentrano i grassi, per amalgamarne i profumi.
I vini bianchi si usano per carni bianche, pesce e verdure; i rossi per le carni rosse. Nei primi piatti puoi usarli entrambi, oltre agli spumanti. I rosati sono trasversali, mentre i vini dolci sono ideali per preparare dessert, macedonie e creme.
| Tipo di vino | Abbinamenti | Dosaggio indicativo |
|---|---|---|
| Bianco | Carni bianche, pesce, verdure | Sfumare a piacere |
| Rosso | Carni rosse, tonno, baccalà | Cottura lenta o sfumare |
| Rosato | Uso trasversale | Sfumare a piacere |
| Dolce | Dolci, macedonie, creme | Nell'impasto o crema |
Il vino si usa per sfumare i piatti a cottura avviata, donando aroma. Nelle cotture lunghe come brasati e stufati, ammorbidisce la carne e ne arricchisce il sapore. È ottimo anche per marinare carne, salumi e formaggi insieme a erbe aromatiche, offrendo un'alternativa delicata ad aceto o limone.
Frequentissimo è poi l'uso del vino nei risotti: sia nel caso in cui il piatto venga solo sfumato con il vino, sia nel caso in cui questo sia l'ingrediente principale del piatto (risotto all'Amarone, al Barolo, allo Champagne). Anche i dolci contengono spesso una percentuale di vino, aggiunta nell'impasto di dolci come i cantucci, i taralli dolci, le ciambelle, le chiacchiere. E poi nelle creme leggermente alcoliche utilizzate per farcire ogni tipo di bontà.
Meno frequenti, infine, sono forse gli utilizzi del vino con le verdure (abbinato all'olio per saltarle in padella), per aggiungere un tocco di personalità in più alle zuppe e ai brodi, per bollire pesce o molluschi o per preparare salse.
Sperimentare in cucina con il vino è un modo semplice per arricchire ogni ricetta. Scegli un'etichetta che ami sorseggiare e divertiti a versarne un goccio sia in pentola sia nel calice. Porta in tavola la stessa bottiglia: il pasto diventerà un'occasione speciale da condividere.
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Oltre a essere un ottimo accompagnamento a tavola, il vino è un ingrediente prezioso in molte ricette. Rosso, bianco, rosato o spumante: ogni tipologia può arricchire i piatti e dare sfumature di sapore uniche. Ecco alcuni consigli pratici per valorizzarlo al meglio.
Come si usa il vino in cucina? Per cucinare con il vino, sfumalo a fiamma vivace per far evaporare l'alcol e trattenere solo gli aromi. Scegli una bottiglia di buona qualità: usa i rossi per carni rosse e sughi strutturati, i bianchi per pesci, risotti e carni bianche.
Se i primi a sfruttarne il gusto in cucina furono gli Etruschi e gli antichi romani, che erano soliti immergervi grandi pezzi di carne per conservarli a lungo, oggi il vino viene utilizzato nei piatti proprio per godere delle sue caratteristiche e dei suoi aromi. Ecco perché, a differenza di quello che pensano in molti, è sconsigliato utilizzare un vino imbevibile per cucinare: i suoi profumi e i suoi difetti si ritroveranno infatti nella pietanza servita a tavola. D'altro canto, non è corretto neanche utilizzare un vino di qualità eccelsa, poiché molte delle sue sfumature andranno perse durante la cottura.
Altro elemento fondamentale da considerare se vuoi imparare come cucinare con il vino è che la componente alcolica non evapora del tutto immediatamente. L'alcol inizia a bollire a circa 78 gradi, ma una percentuale variabile rimane nel piatto a seconda del tempo di cottura: per favorire l'evaporazione è consigliabile aggiungerlo quando la padella ha già una temperatura elevata e prolungare la cottura senza coperchio. Ecco perché l'uso del coperchio in questo caso è assolutamente sconsigliato.
L'acidità del vino aiuta ad ammorbidire le carni; se eccessiva, puoi bilanciarla con amidi o grassi. Il vino è utile anche per sgrassare in cottura, ad esempio nel soffritto: versalo ai bordi della padella, dove si concentrano i grassi, per amalgamarne i profumi.
I vini bianchi si usano per carni bianche, pesce e verdure; i rossi per le carni rosse. Nei primi piatti puoi usarli entrambi, oltre agli spumanti. I rosati sono trasversali, mentre i vini dolci sono ideali per preparare dessert, macedonie e creme.
| Tipo di vino | Abbinamenti | Dosaggio indicativo |
|---|---|---|
| Bianco | Carni bianche, pesce, verdure | Sfumare a piacere |
| Rosso | Carni rosse, tonno, baccalà | Cottura lenta o sfumare |
| Rosato | Uso trasversale | Sfumare a piacere |
| Dolce | Dolci, macedonie, creme | Nell'impasto o crema |
Il vino si usa per sfumare i piatti a cottura avviata, donando aroma. Nelle cotture lunghe come brasati e stufati, ammorbidisce la carne e ne arricchisce il sapore. È ottimo anche per marinare carne, salumi e formaggi insieme a erbe aromatiche, offrendo un'alternativa delicata ad aceto o limone.
Frequentissimo è poi l'uso del vino nei risotti: sia nel caso in cui il piatto venga solo sfumato con il vino, sia nel caso in cui questo sia l'ingrediente principale del piatto (risotto all'Amarone, al Barolo, allo Champagne). Anche i dolci contengono spesso una percentuale di vino, aggiunta nell'impasto di dolci come i cantucci, i taralli dolci, le ciambelle, le chiacchiere. E poi nelle creme leggermente alcoliche utilizzate per farcire ogni tipo di bontà.
Meno frequenti, infine, sono forse gli utilizzi del vino con le verdure (abbinato all'olio per saltarle in padella), per aggiungere un tocco di personalità in più alle zuppe e ai brodi, per bollire pesce o molluschi o per preparare salse.
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