Antignano: il recupero del Mais Otto File


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Nata nel 2000 nel territorio del Monferrato, precisamente nell'omonimo comune in provincia di Asti, Antignano si dedica alle tradizioni gastronomiche locali. Nel 2015 il laboratorio di produzione è stato trasferito nella vicina San Damiano d'Asti, mantenendo il legame con le colline astigiane. Nell'aprile del 2025, il progetto fondato da Roberto Orecchia è stato acquisito da L'Arangiuma, guidata da Laura Fasano e Cristina Siletto, per continuare a sviluppare la produzione di pasta.
Un elemento centrale del lavoro dell'azienda è il recupero del Mais Otto File. Conosciuta anche come "melia du Re", poiché apprezzata dal re Vittorio Emanuele II, questa antica varietà di mais a pannocchia rossa era un tempo molto diffusa in Piemonte. Verso la metà del secolo scorso la sua coltivazione era stata quasi del tutto abbandonata, prima di essere ripresa e integrata negli impasti di Antignano.
La lavorazione segue passaggi precisi. Il mais viene macinato a pietra, mentre per la pasta all'uovo si impiegano uova fresche e semola di grano duro cento per cento italiana, proveniente dal Mulino Marino. L'impasto viene trafilato al bronzo, un metodo che conferisce alla superficie la ruvidità necessaria per trattenere i condimenti, e infine sottoposto a una lenta essiccazione a bassa temperatura.
L'assortimento comprende i formati tipici della tradizione piemontese, come i tajarin e le tagliatelle. Questi vengono proposti sia nella classica versione all'uovo, sia nella variante arricchita con la farina di Mais Otto File. A questi si affiancano i grissini di Mais Otto File, disponibili anche in versione integrale, e linee di pasta con certificazione biologica.
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Nata nel 2000 nel territorio del Monferrato, precisamente nell'omonimo comune in provincia di Asti, Antignano si dedica alle tradizioni gastronomiche locali. Nel 2015 il laboratorio di produzione è stato trasferito nella vicina San Damiano d'Asti, mantenendo il legame con le colline astigiane. Nell'aprile del 2025, il progetto fondato da Roberto Orecchia è stato acquisito da L'Arangiuma, guidata da Laura Fasano e Cristina Siletto, per continuare a sviluppare la produzione di pasta.
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