ricette
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

cottura
60 minuti
Quando assaggi il pane fatto come una volta te ne accorgi subito: è fragrante, ha il sapore del grano e il profumo della tradizione. Lo sa bene chi conosce il pane delle Panetterie di Eataly, preparato secondo la lavorazione tradizionale. Capire come fare il pane in casa è un percorso semplice se parti dagli ingredienti giusti: farine bio integrali o semi-integrali macinate a pietra, che conservano le parti più ricche e gustose del chicco, e il lievito madre. In questa ricetta ti proponiamo una variante arricchita con uvetta e fichi secchi, con tutte le indicazioni operative per adattare l'impasto anche se utilizzi il lievito di birra.
Prendi una spianatoia di legno, oppure appoggiati su una superficie di acciaio o marmo, che manterranno fresco l'impasto.
Unisci sulla superficie farina, lievito e sale. Nel caso in cui utilizzi il lievito di birra, evita il contatto prolungato diretto tra sale e lievito: puoi disperdere il lievito nella farina e sciogliere il sale nell'acqua, o viceversa.
Comincia a impastare aggiungendo l'acqua a filo, poco alla volta. Uno dei segreti di un buon pane sta nel riuscire a incorporare la più alta quantità di acqua possibile impastando nella maniera corretta, evitando però che l'impasto sia troppo liquido. Questo perché, durante la cottura, l'acqua che evapora forma gli alveoli contribuendo a rendere il pane soffice, mentre quella che non evapora crea umidità, allungando la vita del pane. Anche per questo è fondamentale la scelta della farina, poiché le farine di alta qualità trattengono una quantità di acqua superiore.
L'impasto a macchina è più omogeneo ed efficace e permette di incorporare la quantità di acqua che desideri. Chi invece dovesse impastarlo a mano avrà due alternative: o con il movimento tradizionale, cioè tirando l'impasto verso di sé e poi premendolo sulla spianatoia con il palmo della mano chiusa stando attento a non romperlo, oppure con una scorciatoia altrettanto efficace. Cioè allargando l'impasto il più possibile, arrotolandolo su se stesso e girandolo di 90 gradi. Questa operazione, se ripetuta 6 o 7 volte, darà vita a un impasto della stessa qualità.
L'impasto sarà pronto quando sarà omogeneo, liscio, elastico e idratato, verosimilmente dopo 10-15 minuti.
A impasto pronto, aggiungi uvetta e fichi (o altri condimenti): stendi l'impasto e distribuisci i frutti in modo uniforme. Arrotolalo su sé stesso e dagli la forma desiderata.
Trasferisci l'impasto in un panno all'interno di una coppa o in un mastello, aggiungendo una manciata di farina sul fondo. La parte superiore del pane sarà rivolta verso il basso, in modo da prendere la forma concava del contenitore.
Il pane con il lievito madre ha tempi di lievitazione molto lunghi, mentre quello fatto con il lievito di birra è pensato per una cottura immediata. In entrambi i casi, fai prima lievitare il pane per mezz'ora fuori dal frigo, in modo da attivare i lieviti, che cominciano a lavorare a temperatura ambiente e in condizioni di buona umidità. Trascorsa la mezz'ora, è il momento di dare la forma definitiva al pane, trasformandolo in panini, in una baguette, in un filone o mantenendolo sotto forma di pagnotta. Se avrai modificato la forma, dovrai rifare lievitare il pane a temperatura ambiente per mezz'ora.
Nel caso del pane prodotto con il lievito madre, una lievitazione ottimale proseguirà in frigorifero a una temperatura di 6-9° per 7-8 ore (se avessi fretta potresti anche completare la lievitazione fuori dal forno per circa 2 ore, con risultati qualitativamente inferiori), mentre quello con il lievito di birra sarà messo direttamente in forno (passerà del frigo solo nel caso in cui volessi rallentare il procedimento).
Alla fine della lievitazione, ribalta il pane spargendo la farina accumulata sulla parte superiore e mettilo subito in forno. Prima di infornare, fai un taglio in superficie che aiuterà il pane a completare la lievitazione in cottura.
Durante la cottura, è importante che in forno ci sia un buon livello di umidità. Per ottenerlo, metti un pentolino pieno di acqua fredda in forno o riempi di acqua la leccarda prima di accendere il forno. Una volta raggiunta la temperatura, il forno sarà pieno di vapore e lo conserverà per circa un'ora, donando morbidezza al pane.
La durata della cottura deve essere stabilita empiricamente perché ogni forno è diverso. Mediamente, cuoci una pagnotta per circa 50-60 minuti a 200°C in forno non ventilato (nei forni con la sola modalità ventilato, copri il pane). Se le dimensioni aumentano, diminuisce la temperatura, mentre nel caso dei panini aumenta la temperatura (230°C circa) e il tempo si riduce a 15-20 minuti.
Un rimedio della nonna per valutare se il pane è cotto consiste nel "bussare" alla parte inferiore della pagnotta. Un suono cupo e basso dipenderà dall'umidità e dall'eccessiva compattezza della mollica; un suono acuto significherà che l'acqua è evaporata e che il suono può trasmettersi attraverso gli alveoli. In ogni caso, nel dubbio, meglio prolungare la cottura di qualche minuto, magari abbassando la temperatura.
Sei un appassionato di pane e panificato?
Allora leggi anche il nostro articolo di come fare a casa la focaccia a regola d'arte.
Fare il pane in casa richiede attenzione ai dettagli fisici dell'impasto, dai tempi di riposo alla gestione dell'idratazione. Comprendere come reagiscono gli ingredienti permette di correggere gli errori più diffusi e di prolungare la fragranza della pagnotta.
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Quando assaggi il pane fatto come una volta te ne accorgi subito: è fragrante, ha il sapore del grano e il profumo della tradizione. Lo sa bene chi conosce il pane delle Panetterie di Eataly, preparato secondo la lavorazione tradizionale. Capire come fare il pane in casa è un percorso semplice se parti dagli ingredienti giusti: farine bio integrali o semi-integrali macinate a pietra, che conservano le parti più ricche e gustose del chicco, e il lievito madre. In questa ricetta ti proponiamo una variante arricchita con uvetta e fichi secchi, con tutte le indicazioni operative per adattare l'impasto anche se utilizzi il lievito di birra.
Prendi una spianatoia di legno, oppure appoggiati su una superficie di acciaio o marmo, che manterranno fresco l'impasto.
Unisci sulla superficie farina, lievito e sale. Nel caso in cui utilizzi il lievito di birra, evita il contatto prolungato diretto tra sale e lievito: puoi disperdere il lievito nella farina e sciogliere il sale nell'acqua, o viceversa.
Comincia a impastare aggiungendo l'acqua a filo, poco alla volta. Uno dei segreti di un buon pane sta nel riuscire a incorporare la più alta quantità di acqua possibile impastando nella maniera corretta, evitando però che l'impasto sia troppo liquido. Questo perché, durante la cottura, l'acqua che evapora forma gli alveoli contribuendo a rendere il pane soffice, mentre quella che non evapora crea umidità, allungando la vita del pane. Anche per questo è fondamentale la scelta della farina, poiché le farine di alta qualità trattengono una quantità di acqua superiore.
L'impasto a macchina è più omogeneo ed efficace e permette di incorporare la quantità di acqua che desideri. Chi invece dovesse impastarlo a mano avrà due alternative: o con il movimento tradizionale, cioè tirando l'impasto verso di sé e poi premendolo sulla spianatoia con il palmo della mano chiusa stando attento a non romperlo, oppure con una scorciatoia altrettanto efficace. Cioè allargando l'impasto il più possibile, arrotolandolo su se stesso e girandolo di 90 gradi. Questa operazione, se ripetuta 6 o 7 volte, darà vita a un impasto della stessa qualità.
L'impasto sarà pronto quando sarà omogeneo, liscio, elastico e idratato, verosimilmente dopo 10-15 minuti.
A impasto pronto, aggiungi uvetta e fichi (o altri condimenti): stendi l'impasto e distribuisci i frutti in modo uniforme. Arrotolalo su sé stesso e dagli la forma desiderata.
Trasferisci l'impasto in un panno all'interno di una coppa o in un mastello, aggiungendo una manciata di farina sul fondo. La parte superiore del pane sarà rivolta verso il basso, in modo da prendere la forma concava del contenitore.
Il pane con il lievito madre ha tempi di lievitazione molto lunghi, mentre quello fatto con il lievito di birra è pensato per una cottura immediata. In entrambi i casi, fai prima lievitare il pane per mezz'ora fuori dal frigo, in modo da attivare i lieviti, che cominciano a lavorare a temperatura ambiente e in condizioni di buona umidità. Trascorsa la mezz'ora, è il momento di dare la forma definitiva al pane, trasformandolo in panini, in una baguette, in un filone o mantenendolo sotto forma di pagnotta. Se avrai modificato la forma, dovrai rifare lievitare il pane a temperatura ambiente per mezz'ora.
Nel caso del pane prodotto con il lievito madre, una lievitazione ottimale proseguirà in frigorifero a una temperatura di 6-9° per 7-8 ore (se avessi fretta potresti anche completare la lievitazione fuori dal forno per circa 2 ore, con risultati qualitativamente inferiori), mentre quello con il lievito di birra sarà messo direttamente in forno (passerà del frigo solo nel caso in cui volessi rallentare il procedimento).
Alla fine della lievitazione, ribalta il pane spargendo la farina accumulata sulla parte superiore e mettilo subito in forno. Prima di infornare, fai un taglio in superficie che aiuterà il pane a completare la lievitazione in cottura.
Durante la cottura, è importante che in forno ci sia un buon livello di umidità. Per ottenerlo, metti un pentolino pieno di acqua fredda in forno o riempi di acqua la leccarda prima di accendere il forno. Una volta raggiunta la temperatura, il forno sarà pieno di vapore e lo conserverà per circa un'ora, donando morbidezza al pane.
La durata della cottura deve essere stabilita empiricamente perché ogni forno è diverso. Mediamente, cuoci una pagnotta per circa 50-60 minuti a 200°C in forno non ventilato (nei forni con la sola modalità ventilato, copri il pane). Se le dimensioni aumentano, diminuisce la temperatura, mentre nel caso dei panini aumenta la temperatura (230°C circa) e il tempo si riduce a 15-20 minuti.
Un rimedio della nonna per valutare se il pane è cotto consiste nel "bussare" alla parte inferiore della pagnotta. Un suono cupo e basso dipenderà dall'umidità e dall'eccessiva compattezza della mollica; un suono acuto significherà che l'acqua è evaporata e che il suono può trasmettersi attraverso gli alveoli. In ogni caso, nel dubbio, meglio prolungare la cottura di qualche minuto, magari abbassando la temperatura.
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