Primo piatto
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

Come si preparano i tajarin al tartufo? I tajarin al tartufo si preparano mantecando la pasta all'uovo freschissima, tirata sottilissima, con burro di alta qualità fuso e poca acqua di cottura. Una volta impiattati, si completano subito con scaglie di tartufo bianco d'Alba affettato al momento a crudo.
Nelle Langhe, la sfoglia dorata dei tajarin racconta una storia di cucina contadina e giorni di festa che risale al Quattrocento. Nati nelle cascine piemontesi, questi tagliolini finissimi richiedono tradizionalmente una grande quantità di tuorli per chilo di farina, regalando alla pasta un colore intenso e una consistenza inconfondibile. Il calore del piatto appena mantecato scioglie la delicatezza del burro e sprigiona l'aroma profondo del tartufo, trasformando pochi gesti essenziali nel simbolo della gastronomia piemontese.
Per i tajarin
Per il condimento
Un altro piatto tipico della tradizione piemontese: la bagna cauda!
I tajarin al tartufo rappresentano una delle espressioni più alte della tradizione culinaria delle Langhe. Per valorizzare l'aroma del tartufo bianco e la ricchezza del condimento a base di burro e tuorli, la scelta del calice e la cura della materia prima sono passaggi fondamentali.
L'abbinamento ideale richiede una struttura capace di bilanciare la componente grassa del piatto, senza sopraffare il profumo del tartufo bianco d'Alba.
Il tartufo bianco è un ingrediente delicato che tende a perdere la sua spinta aromatica nel giro di pochi giorni. Per mantenerne intatta la qualità prima di grattugiarlo sulla pasta, segui queste indicazioni pratiche:
Sebbene il tartufo bianco d'Alba rappresenti l'abbinamento d'elezione per la tradizione piemontese, il tartufo nero costituisce un'alternativa di grande valore per condire i tajarin. A differenza della varietà bianca, caratterizzata da profumi pungenti e da utilizzare esclusivamente a crudo, il tartufo nero sprigiona il suo profilo aromatico anche attraverso un leggero calore.
In cucina, per valorizzare al meglio questa materia prima, puoi grattugiarlo direttamente sul piatto caldo oppure scaldarlo appena nel burro fuso a fuoco spento. In questo modo i grassi del condimento assorbono i sentori boschivi e persistenti tipici della varietà nera, creando un'unione equilibrata con la ricchezza dei tuorli d'uovo della pasta. Rispetta la stagionalità per garantire la qualità e un gusto autentico sulla tavola di casa.
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Come si preparano i tajarin al tartufo? I tajarin al tartufo si preparano mantecando la pasta all'uovo freschissima, tirata sottilissima, con burro di alta qualità fuso e poca acqua di cottura. Una volta impiattati, si completano subito con scaglie di tartufo bianco d'Alba affettato al momento a crudo.
Nelle Langhe, la sfoglia dorata dei tajarin racconta una storia di cucina contadina e giorni di festa che risale al Quattrocento. Nati nelle cascine piemontesi, questi tagliolini finissimi richiedono tradizionalmente una grande quantità di tuorli per chilo di farina, regalando alla pasta un colore intenso e una consistenza inconfondibile. Il calore del piatto appena mantecato scioglie la delicatezza del burro e sprigiona l'aroma profondo del tartufo, trasformando pochi gesti essenziali nel simbolo della gastronomia piemontese.
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