Racconti
Presìdi Slow Food: Fragolina di Sciacca e Ribera

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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, alcuni soldati siciliani di ritorno dai combattimenti sulle Alpi Friulane e Trentine portarono con sé delle piantine di fragoline di bosco, delle quali si erano innamorati. Le piantarono sui fertili terreni della valle del fiume Verdura, nella provincia di Agrigento. Prima nel comune di Ribera, e poi in quello di Sciacca, si svilupparono condizioni particolarmente favorevoli per il frutto: le fragoline venivano piantate ai piedi di limonaie e aranceti, tra i prodotti della Sicilia più diffusi del territorio, per fare in modo che gli alberi le proteggessero dal caldo.
Le fragoline si adattarono perfettamente alle nuove condizioni climatiche, anzi: qui ne nacque un nuovo ecotipo diverso da tutte quelle esistenti in Italia. Nacquero frutti di un rosso più acceso rispetto al solito, dal sapore fresco, piacevolmente acidulo e frizzantino e dal profumo aromatico molto intenso.
Un prodotto unico, ma molto delicato e facilmente deperibile. Molto sensibili al vento di scirocco e al caldo eccessivo, che se troppo insistenti possono seccare le piantine, i fiori e i boccioli e rovinare completamente un raccolto, le Fragoline di Sciacca e Ribera, una volta colte, devono essere consumate entro 48 ore al massimo. Trascorso questo tempo, deperiscono e il loro sapore si altera: ecco perché la loro esportazione è molto complicata ed è quasi impossibile reperire il frutto fresco al di fuori della Sicilia.
Queste difficoltà nella commercializzazione, unite alla fatica che comporta il raccolto (da aprile a fine maggio, a mano, tassativamente all'alba e al tramonto) hanno fatto sì che i 200 ettari dedicati alla coltivazione delle Fragoline di Sciacca e Ribera negli anni '70 siano stati ridotti a 10 e che i produttori fossero sempre di meno. Così, per tutelare questa specie unica, quattro produttori di Sciacca e uno di Burgio, in collaborazione con l’Università di Palermo, hanno promosso la creazione del Presidio Slow Food: questo ha dato nuovo impulso alla conoscenza di questa eccellenza italiana, oggi nota in tutta Italia e non solo.
Per approfondire
Per conoscere tutti i dettagli sul disciplinare di produzione e sui produttori custodi, puoi consultare la scheda ufficiale del Presidio Slow Food della Fragolina di Sciacca e Ribera.
Oltre a essere utilizzata per preparare ottime granite e gelati, la Fragolina di Sciacca e Ribera si impiega soprattutto per preparare confetture, come quelle di Scyavuru, sciroppi e gelatine. Il modo migliore per gustarla è fresca, con un goccio di limone, ma la sua delicatezza ne impedisce un commercio su larga scala.
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Alla fine della Prima Guerra Mondiale, alcuni soldati siciliani di ritorno dai combattimenti sulle Alpi Friulane e Trentine portarono con sé delle piantine di fragoline di bosco, delle quali si erano innamorati. Le piantarono sui fertili terreni della valle del fiume Verdura, nella provincia di Agrigento. Prima nel comune di Ribera, e poi in quello di Sciacca, si svilupparono condizioni particolarmente favorevoli per il frutto: le fragoline venivano piantate ai piedi di limonaie e aranceti, tra i prodotti della Sicilia più diffusi del territorio, per fare in modo che gli alberi le proteggessero dal caldo.
Le fragoline si adattarono perfettamente alle nuove condizioni climatiche, anzi: qui ne nacque un nuovo ecotipo diverso da tutte quelle esistenti in Italia. Nacquero frutti di un rosso più acceso rispetto al solito, dal sapore fresco, piacevolmente acidulo e frizzantino e dal profumo aromatico molto intenso.
Un prodotto unico, ma molto delicato e facilmente deperibile. Molto sensibili al vento di scirocco e al caldo eccessivo, che se troppo insistenti possono seccare le piantine, i fiori e i boccioli e rovinare completamente un raccolto, le Fragoline di Sciacca e Ribera, una volta colte, devono essere consumate entro 48 ore al massimo. Trascorso questo tempo, deperiscono e il loro sapore si altera: ecco perché la loro esportazione è molto complicata ed è quasi impossibile reperire il frutto fresco al di fuori della Sicilia.
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