Racconti
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Come nasce la storia di Ferrari Trento? Ferrari Trento nasce nel 1902 dall'intuizione di Giulio Ferrari, che individua nel territorio montano del Trentino l'ambiente adatto alla coltivazione dello Chardonnay per la produzione di spumanti Metodo Classico. Dagli anni Cinquanta la cantina è guidata dalla famiglia Lunelli, che prosegue questo percorso coniugando legame con il territorio, ricerca della qualità e attenzione all'ambiente.
Nel 1902 Giulio Ferrari fonda la cantina con l'obiettivo di valorizzare le montagne trentine attraverso la coltivazione dello Chardonnay e creare un vino in grado di confrontarsi con i più importanti spumanti francesi. I premi raccolti nel tempo confermano la validità di quel progetto iniziale.
La visione della famiglia Lunelli, al timone dell'azienda da tre generazioni, porta avanti l'eredità del fondatore attraverso un approccio dinamico alla produzione e una cura costante del territorio trentino.
A Ferrari Trento, che da poco ha celebrato 120 anni di storia, è chiaro che l’azienda non deve limitarsi alla creazione di valore per gli azionisti, ma generare anche benessere, sicurezza e bellezza per chi vi lavora e per la comunità che la ospita, dimostrando responsabilità sociale e una forte attenzione all’ambiente.
Un impegno iniziato oltre un decennio fa, che si è tradotto nella certificazione biologica e Biodiversity Friend di tutti i vigneti di proprietà e nella definizione del protocollo “Il Vigneto Ferrari - per una viticoltura di montagna sostenibile e salubre” destinato ai conferenti di uva.
L’impegno per la riduzione delle emissioni si concretizza attraverso una serie di scelte avviate da anni, fra cui la realizzazione di un parco fotovoltaico sul tetto della cantina e l’acquisto di energia elettrica unicamente da fonti rinnovabili.
“Da oltre 120 anni abbiamo un rapporto virtuoso con il nostro territorio, che desideriamo promuovere e tutelare”, ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente e CEO di Ferrari Trento. “Nel momento in cui celebriamo la nostra storia, desideriamo guardare al futuro e abbiamo dunque la responsabilità di dare il nostro contributo alla sfida contro il cambiamento climatico.”
Una visione imprenditoriale a lungo termine, quella della famiglia Lunelli, che permette di delineare obiettivi ambiziosi e concreti. Come, ad esempio, nel caso del lancio della nuova linea Ferrari Maximum che, partendo da un’etichetta storica della Casa, si è rinnovata in chiave contemporanea, giocando sul concept #toTheMaximum che vuole celebrare le emozioni più significative di ciascuno, i momenti che rendono “maximum” il proprio mondo.
Il “Maximum” è simbolo dello spirito innovatore di Ferrari Trento. È stata infatti la prima etichetta realizzata a inizio Novecento dallo stesso Giulio Ferrari, fondatore della cantina, ma ancora oggi rappresenta la passione e l’esperienza per la coltivazione delle uve Chardonnay, che tra i vini Trentodoc trovano una delle loro massime espressioni.
Il Ferrari Maximum Blanc de Blancs è infatti un Trentodoc di grande personalità, che nasce da uve Chardonnay di montagna e affina 30 mesi sui lieviti per poi regalare, al naso e in bocca, una piacevole freschezza e un’accattivante fragranza. Perfetto per l’aperitivo, è molto versatile e ben si accompagna a un’ampia gamma di proposte gastronomiche.
La collezione Maximum, che comprende anche il Ferrari Maximum Rosé e Maximum Demi-Sec, è un nuovo invito da parte della cantina del Gruppo Lunelli ad assaporare ogni sorso, a vivere ogni momento #ToTheMaximum in perfetto stile Ferrari, da sempre ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana.
La freschezza e la fragranza nate dai 30 mesi di affinamento sui lieviti rendono questo Trentodoc ideale per l'aperitivo e versatile a tutto pasto. Puoi abbinarlo a una focaccia calda con Prosciutto di Parma DOP, a fritture leggere di pesce o a una tartare di salmone. In alternativa, valorizza la nitida acidità dello Chardonnay di montagna accostandolo a formaggi freschi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Proprio il Ferrari Maximum Blanc de Blancs è tra le medaglie d’oro che hanno permesso a Ferrari Trento di conquistare il titolo di “Sparkling Wine Producer of the Year” a The Champagne & Sparkling Wine World Championships, il concorso internazionale ideato e presieduto da Tom Stevenson.
Il riconoscimento viene assegnato alla cantina che ottiene il maggior numero di medaglie d’oro. Nelle edizioni del triennio 2024-2026 Ferrari Trento ha confermato la sua posizione di vertice, sostenendo l'affermazione del Trentodoc tra le bollicine più premiate in un concorso che valuta oltre 1.000 etichette da più di 30 Paesi.
“Molti produttori ogni anno iscrivono al concorso più referenze di quanto non faccia Ferrari Trento, uno di loro quest'anno ha partecipato con il doppio. Quindi, non si tratta solo di numeri: si tratta della forza e della costanza della qualità che quei numeri sanno dimostrare", ha commentato Tom Stevenson.
Un risultato importante che premia l’intera gamma Ferrari e dimostra la continuità qualitativa mantenuta su tutti i Trentodoc, dai non millesimati alle riserve.
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Come nasce la storia di Ferrari Trento? Ferrari Trento nasce nel 1902 dall'intuizione di Giulio Ferrari, che individua nel territorio montano del Trentino l'ambiente adatto alla coltivazione dello Chardonnay per la produzione di spumanti Metodo Classico. Dagli anni Cinquanta la cantina è guidata dalla famiglia Lunelli, che prosegue questo percorso coniugando legame con il territorio, ricerca della qualità e attenzione all'ambiente.
Nel 1902 Giulio Ferrari fonda la cantina con l'obiettivo di valorizzare le montagne trentine attraverso la coltivazione dello Chardonnay e creare un vino in grado di confrontarsi con i più importanti spumanti francesi. I premi raccolti nel tempo confermano la validità di quel progetto iniziale.
La visione della famiglia Lunelli, al timone dell'azienda da tre generazioni, porta avanti l'eredità del fondatore attraverso un approccio dinamico alla produzione e una cura costante del territorio trentino.
A Ferrari Trento, che da poco ha celebrato 120 anni di storia, è chiaro che l’azienda non deve limitarsi alla creazione di valore per gli azionisti, ma generare anche benessere, sicurezza e bellezza per chi vi lavora e per la comunità che la ospita, dimostrando responsabilità sociale e una forte attenzione all’ambiente.
Un impegno iniziato oltre un decennio fa, che si è tradotto nella certificazione biologica e Biodiversity Friend di tutti i vigneti di proprietà e nella definizione del protocollo “Il Vigneto Ferrari - per una viticoltura di montagna sostenibile e salubre” destinato ai conferenti di uva.
L’impegno per la riduzione delle emissioni si concretizza attraverso una serie di scelte avviate da anni, fra cui la realizzazione di un parco fotovoltaico sul tetto della cantina e l’acquisto di energia elettrica unicamente da fonti rinnovabili.
“Da oltre 120 anni abbiamo un rapporto virtuoso con il nostro territorio, che desideriamo promuovere e tutelare”, ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente e CEO di Ferrari Trento. “Nel momento in cui celebriamo la nostra storia, desideriamo guardare al futuro e abbiamo dunque la responsabilità di dare il nostro contributo alla sfida contro il cambiamento climatico.”
Una visione imprenditoriale a lungo termine, quella della famiglia Lunelli, che permette di delineare obiettivi ambiziosi e concreti. Come, ad esempio, nel caso del lancio della nuova linea Ferrari Maximum che, partendo da un’etichetta storica della Casa, si è rinnovata in chiave contemporanea, giocando sul concept #toTheMaximum che vuole celebrare le emozioni più significative di ciascuno, i momenti che rendono “maximum” il proprio mondo.
Il “Maximum” è simbolo dello spirito innovatore di Ferrari Trento. È stata infatti la prima etichetta realizzata a inizio Novecento dallo stesso Giulio Ferrari, fondatore della cantina, ma ancora oggi rappresenta la passione e l’esperienza per la coltivazione delle uve Chardonnay, che tra i vini Trentodoc trovano una delle loro massime espressioni.
Il Ferrari Maximum Blanc de Blancs è infatti un Trentodoc di grande personalità, che nasce da uve Chardonnay di montagna e affina 30 mesi sui lieviti per poi regalare, al naso e in bocca, una piacevole freschezza e un’accattivante fragranza. Perfetto per l’aperitivo, è molto versatile e ben si accompagna a un’ampia gamma di proposte gastronomiche.
La collezione Maximum, che comprende anche il Ferrari Maximum Rosé e Maximum Demi-Sec, è un nuovo invito da parte della cantina del Gruppo Lunelli ad assaporare ogni sorso, a vivere ogni momento #ToTheMaximum in perfetto stile Ferrari, da sempre ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana.
La freschezza e la fragranza nate dai 30 mesi di affinamento sui lieviti rendono questo Trentodoc ideale per l'aperitivo e versatile a tutto pasto. Puoi abbinarlo a una focaccia calda con Prosciutto di Parma DOP, a fritture leggere di pesce o a una tartare di salmone. In alternativa, valorizza la nitida acidità dello Chardonnay di montagna accostandolo a formaggi freschi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Proprio il Ferrari Maximum Blanc de Blancs è tra le medaglie d’oro che hanno permesso a Ferrari Trento di conquistare il titolo di “Sparkling Wine Producer of the Year” a The Champagne & Sparkling Wine World Championships, il concorso internazionale ideato e presieduto da Tom Stevenson.
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