Racconti
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Cos'è l'alaccia? L'alaccia (Sardinella aurita) è un pesce azzurro diffuso nel Mar Mediterraneo, simile alla sarda e all'aringa ma caratterizzato da un corpo più tozzo e lungo. Questo pesce si muove in grandi banchi ed è storicamente legato alla tradizione gastronomica della Sicilia, dove viene valorizzato soprattutto attraverso la conservazione sotto sale.
La storia di questo pesce è legata a doppio filo a quella dei pescatori del Canale di Sicilia. A partire dall'Ottocento, oltre a consumarla fresca, i pescatori la conservavano sotto sale come alimento principale durante i lunghi periodi di pesca delle spugne.
Solo a Lampedusa, isola nella quale la pesca è da sempre l'attività primaria, fino agli anni '80 più di 20 barche si dedicavano alla pesca dell'alaccia. Questa veniva fatta con il cianciolo, una rete che non danneggia i fondali come le reti a strascico, e la lampara, su piccole imbarcazioni. Il periodo della pesca andava da maggio a novembre, in mare calmo e buio, poiché la luce della lampara attirava il plancton e di conseguenza i pesci: la barca accerchiava il banco di pesce con la rete, che veniva chiusa e portata a bordo. Il pesce veniva poi selezionato, messo in cassette con il ghiaccio e, una volta fatto rientro in porto, messo subito sotto sale.
È questa l'origine dell'Alaccia salata di Lampedusa, un prodotto che acquista il suo sapore caratteristico grazie al metodo di conservazione ideato dai pescatori dell'isola. Questo prevedeva che le alacce fossero messe a riposare sotto sale per circa quattro mesi, in fusti o in contenitori di legno. I pesci venivano poi lavati con salamoia e messi sott’olio in vasetti di vetro o in scatole di latta, pronti per il consumo. La pesca e la commercializzazione di queste conserve erano tra le principali fonti di reddito per gli abitanti dell'isola.
| Fase | Operazione | Contenitori | Durata |
|---|---|---|---|
| 1. Salagione | Riposo sotto sale | Fusti o contenitori di legno | Circa quattro mesi |
| 2. Lavaggio | Lavaggio con salamoia | - | - |
| 3. Confezionamento | Conservazione sott'olio | Vasetti di vetro o scatole di latta | - |
Negli ultimi decenni, tuttavia, alcuni fattori sfavorevoli come la concorrenza di grossi pescherecci libici, tunisini e giapponesi, l'aumento del prezzo del carburante e gli alti costi di un sistema di pesca sostenibile ma meno redditizio di quelli più invasivi hanno rallentato molto questa tradizione: oggi solo due famiglie, con due barche, portano avanti la pesca tradizionale dell'alaccia. Per questo è entrata in gioco Slow Food, che ha incluso l'Alaccia salata di Lampedusa tra i propri Presìdi: il suo impegno è finalizzato ad aiutare i pescatori a costruire un laboratorio che permetta di conservare il pesce come da tradizione, prima sotto sale e poi sott'olio, e poi di venderlo direttamente.
Disponibili soprattutto in barattoli di vetro, le alacce salate di Lampedusa sono ottime al naturale su una fetta di pane con un filo d'olio extravergine. Puoi usarle anche per dare sapidità a un sugo di pomodoro, scioglierle nel soffritto o preparare una bruschetta.
L'alaccia salata custodisce il sapore del mare di Lampedusa e la pazienza di una lavorazione antica. Per valorizzarla al meglio, bastano pochi gesti semplici e ingredienti capaci di accompagnarne l'intensità senza coprirla. Ecco due idee da condividere a tavola.
Un antipasto che si prepara in pochi minuti, perfetto per aprire una cena tra amici. Il contrasto tra la sapidità del pesce e la dolcezza del burro avvolge il palato.
Ingredienti:
Preparazione:
Un primo piatto che richiama i profumi della cucina siciliana, dove l'alaccia si scioglie nel soffritto per dare profondità al sugo.
Ingredienti:
Preparazione:
Se vuoi sperimentare queste preparazioni a casa, puoi trovare gli ingredienti principali nella selezione di conserve ittiche e di pasta sull'e-commerce di Eataly.
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Cos'è l'alaccia? L'alaccia (Sardinella aurita) è un pesce azzurro diffuso nel Mar Mediterraneo, simile alla sarda e all'aringa ma caratterizzato da un corpo più tozzo e lungo. Questo pesce si muove in grandi banchi ed è storicamente legato alla tradizione gastronomica della Sicilia, dove viene valorizzato soprattutto attraverso la conservazione sotto sale.
La storia di questo pesce è legata a doppio filo a quella dei pescatori del Canale di Sicilia. A partire dall'Ottocento, oltre a consumarla fresca, i pescatori la conservavano sotto sale come alimento principale durante i lunghi periodi di pesca delle spugne.
Solo a Lampedusa, isola nella quale la pesca è da sempre l'attività primaria, fino agli anni '80 più di 20 barche si dedicavano alla pesca dell'alaccia. Questa veniva fatta con il cianciolo, una rete che non danneggia i fondali come le reti a strascico, e la lampara, su piccole imbarcazioni. Il periodo della pesca andava da maggio a novembre, in mare calmo e buio, poiché la luce della lampara attirava il plancton e di conseguenza i pesci: la barca accerchiava il banco di pesce con la rete, che veniva chiusa e portata a bordo. Il pesce veniva poi selezionato, messo in cassette con il ghiaccio e, una volta fatto rientro in porto, messo subito sotto sale.
È questa l'origine dell'Alaccia salata di Lampedusa, un prodotto che acquista il suo sapore caratteristico grazie al metodo di conservazione ideato dai pescatori dell'isola. Questo prevedeva che le alacce fossero messe a riposare sotto sale per circa quattro mesi, in fusti o in contenitori di legno. I pesci venivano poi lavati con salamoia e messi sott’olio in vasetti di vetro o in scatole di latta, pronti per il consumo. La pesca e la commercializzazione di queste conserve erano tra le principali fonti di reddito per gli abitanti dell'isola.
| Fase | Operazione | Contenitori | Durata |
|---|---|---|---|
| 1. Salagione | Riposo sotto sale | Fusti o contenitori di legno | Circa quattro mesi |
| 2. Lavaggio | Lavaggio con salamoia | - | - |
| 3. Confezionamento | Conservazione sott'olio | Vasetti di vetro o scatole di latta | - |
Negli ultimi decenni, tuttavia, alcuni fattori sfavorevoli come la concorrenza di grossi pescherecci libici, tunisini e giapponesi, l'aumento del prezzo del carburante e gli alti costi di un sistema di pesca sostenibile ma meno redditizio di quelli più invasivi hanno rallentato molto questa tradizione: oggi solo due famiglie, con due barche, portano avanti la pesca tradizionale dell'alaccia. Per questo è entrata in gioco Slow Food, che ha incluso l'Alaccia salata di Lampedusa tra i propri Presìdi: il suo impegno è finalizzato ad aiutare i pescatori a costruire un laboratorio che permetta di conservare il pesce come da tradizione, prima sotto sale e poi sott'olio, e poi di venderlo direttamente.
Disponibili soprattutto in barattoli di vetro, le alacce salate di Lampedusa sono ottime al naturale su una fetta di pane con un filo d'olio extravergine. Puoi usarle anche per dare sapidità a un sugo di pomodoro, scioglierle nel soffritto o preparare una bruschetta.
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