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ABC del vino: un'introduzione al mondo del vino

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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€
Sorseggiare un calice di vino può sembrare un gesto semplice. Farlo con tecnica e passione rende l'esperienza più consapevole e interessante. Questa guida ti aiuterà ad avvicinarti al mondo del vino con semplicità, fornendoti gli strumenti necessari per assaporarlo con gusto e soddisfazione. Benvenuto alla prima puntata dell'ABC del vino, la guida per muovere i primi passi nell'assaggio.
Qual è la differenza tra bere e degustare? Bere è l'atto di ingerire un liquido per dissetarsi o per accompagnare un pasto, senza concentrarsi sulle sue caratteristiche sensoriali. Degustare è un processo analitico e consapevole: consiste nell'esaminare il vino attraverso la vista, l'olfatto e il gusto per valutarne visivamente il colore, riconoscerne i profumi e apprezzarne la struttura e l'equilibrio.
Sono nato a Torino, dove mio padre, lasciata la Langa, si trasferì per cercare lavoro nel primo dopoguerra. Gli studi in pedagogia, sociologia e psicologia mi hanno permesso di lavorare nelle aule scolastiche per oltre quarant’anni. Ripensando a quando il vino è entrato nei miei interessi, mi accorgo che è successo inconsciamente fin da giovane. Mio padre era solito pranzare e cenare con la bottiglia di vino sul tavolo dalla quale si versava, con gesto rituale, il consueto bicchiere a pasto. Poi, preso il bicchiere in mano, mentre chiacchierava con noi, lo osservava e intercalava brevi parole di commento che sembravano un fatto personale tra lui e il vino.
Questa guida curata dall'enologo Giovanni Franco offre le basi per avvicinarti alla degustazione con metodo, semplicità e passione. Il percorso sintetizza i passaggi fondamentali per passare dal semplice bere all'assaggio consapevole:
| Fase del percorso | Argomento principale | Obiettivo didattico |
|---|---|---|
| 1. Approccio al vino | Curiosità e osservazione | Distinguere il giudizio personale dalla vera degustazione. |
| 2. Esame visivo | Aspetto e limpidezza | Riconoscere le caratteristiche visive del vino nel calice. |
| 3. Esame olfattivo | Profumi e pulizia al naso | Imparare ad analizzare i profumi e la pulizia olfattiva. |
| 4. Analisi del gusto | Sensazioni al palato | Comprendere la struttura, la freschezza e la persistenza in bocca. |
Seguendo queste tappe otterrai gli strumenti pratici per interpretare ogni bottiglia e descrivere ciò che assaggi con chiarezza.
Ciàir - limpido, linger - leggero, pèis - pesante: io annotavo queste espressioni. E se il termine limpido mi era abbastanza comprensibile, non potevo capacitarmi che quello stesso bicchiere riempito con la medesima quantità a volte potesse essere leggero, a volte pesante. La situazione diventava ancora più intrigante quando passando velocemente il bicchiere sotto il naso sentenziava polid - pulito. Io ero perplesso: come si può affermare che una cosa è pulita annusandola e non osservandola?
Infine, quando il vino arrivava alla bocca ecco parole come fiach - molle, dur - duro, longh - lungo, curt - corto, fresch - fresco, caud - caldo, che suscitavano in me interrogativi e domande a cui non sapevo dare risposta: talvolta dubitavo persino della sua lucidità mentale! Tutto questo si ripeteva ogniqualvolta in tavola arrivava una bottiglia nuova. Le parole non erano sempre le stesse: gli aggettivi chiaro, grasso, spigoloso, fermo potevano trasformarsi in torbido, magro, liscio e mosso. E questo mi incuriosiva sempre di più.
Non avevo ancora capito che stava cercando un dialogo con quel vino, lo stava interrogando e, quasi suggerendogli le risposte, cercava di capire come fosse: degustava. Anch’io avrei voluto capire il perché di quelle parole, anch’io avrei voluto capire cosa c’era dentro quel bicchiere. Ecco innescata la mia curiosità: la curiosità di capire, sapere, interpretare, indagare quel liquido a volte rosso, a volte bianco, a volte rosato è stata sicuramente la spinta, lo stimolo che ha reso il vino uno dei miei interessi.
Con questi dolci ricordi nella mente penso che tutte le persone, mosse dalla molla della curiosità, possano diventare dei bravi assaggiatori. La curiosità è l'unica qualità da cui non si può prescindere: sono sicuro che l'essere curiosi porterà ognuno ad apprezzare e conoscere la differenza tra bere e degustare, dove degustare significa sia bere sia interpretare. Degustare è curiosità diventata conoscenza.
Anche senza conoscenze si possono fare apprezzamenti sul vino. Sorseggiando un vino si può dire “a me piace, a me non piace” rispondendo a suggestioni soggettive. Le stesse affermazioni potrebbero anche essere figlie di una bella bevuta in compagnia, di un momento fraterno, di una litigata, di una buona cena, di una chiacchierata, di ricordi piacevoli o no dove il vino diventa un liquido astratto che riscalda o gela quei momenti.
Nessuno dovrebbe contestare un giudizio personale: ma forse, in questo caso, non si può parlare di degustazione. La degustazione è in primis curiosità, ricerca e cultura, e solo infine sensazioni ed emozioni personali. Questa è l’introduzione a una serie di appunti che parleranno di vino e di degustazione in modo semplice e comprensibile: un ABC del vino e della degustazione.
Se ti piace il vino, se sei una persona curiosa, se vuoi conoscere... si comincia!
Il mondo del vino ti ha già conquistato? Corri alla seconda puntata dell'ABC del vino! Oppure scopri la selezione dedicata ai vini.
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Sorseggiare un calice di vino può sembrare un gesto semplice. Farlo con tecnica e passione rende l'esperienza più consapevole e interessante. Questa guida ti aiuterà ad avvicinarti al mondo del vino con semplicità, fornendoti gli strumenti necessari per assaporarlo con gusto e soddisfazione. Benvenuto alla prima puntata dell'ABC del vino, la guida per muovere i primi passi nell'assaggio.
Qual è la differenza tra bere e degustare? Bere è l'atto di ingerire un liquido per dissetarsi o per accompagnare un pasto, senza concentrarsi sulle sue caratteristiche sensoriali. Degustare è un processo analitico e consapevole: consiste nell'esaminare il vino attraverso la vista, l'olfatto e il gusto per valutarne visivamente il colore, riconoscerne i profumi e apprezzarne la struttura e l'equilibrio.
Sono nato a Torino, dove mio padre, lasciata la Langa, si trasferì per cercare lavoro nel primo dopoguerra. Gli studi in pedagogia, sociologia e psicologia mi hanno permesso di lavorare nelle aule scolastiche per oltre quarant’anni. Ripensando a quando il vino è entrato nei miei interessi, mi accorgo che è successo inconsciamente fin da giovane. Mio padre era solito pranzare e cenare con la bottiglia di vino sul tavolo dalla quale si versava, con gesto rituale, il consueto bicchiere a pasto. Poi, preso il bicchiere in mano, mentre chiacchierava con noi, lo osservava e intercalava brevi parole di commento che sembravano un fatto personale tra lui e il vino.
Questa guida curata dall'enologo Giovanni Franco offre le basi per avvicinarti alla degustazione con metodo, semplicità e passione. Il percorso sintetizza i passaggi fondamentali per passare dal semplice bere all'assaggio consapevole:
| Fase del percorso | Argomento principale | Obiettivo didattico |
|---|---|---|
| 1. Approccio al vino | Curiosità e osservazione | Distinguere il giudizio personale dalla vera degustazione. |
| 2. Esame visivo | Aspetto e limpidezza | Riconoscere le caratteristiche visive del vino nel calice. |
| 3. Esame olfattivo | Profumi e pulizia al naso | Imparare ad analizzare i profumi e la pulizia olfattiva. |
| 4. Analisi del gusto | Sensazioni al palato | Comprendere la struttura, la freschezza e la persistenza in bocca. |
Seguendo queste tappe otterrai gli strumenti pratici per interpretare ogni bottiglia e descrivere ciò che assaggi con chiarezza.
Ciàir - limpido, linger - leggero, pèis - pesante: io annotavo queste espressioni. E se il termine limpido mi era abbastanza comprensibile, non potevo capacitarmi che quello stesso bicchiere riempito con la medesima quantità a volte potesse essere leggero, a volte pesante. La situazione diventava ancora più intrigante quando passando velocemente il bicchiere sotto il naso sentenziava polid - pulito. Io ero perplesso: come si può affermare che una cosa è pulita annusandola e non osservandola?
Infine, quando il vino arrivava alla bocca ecco parole come fiach - molle, dur - duro, longh - lungo, curt - corto, fresch - fresco, caud - caldo, che suscitavano in me interrogativi e domande a cui non sapevo dare risposta: talvolta dubitavo persino della sua lucidità mentale! Tutto questo si ripeteva ogniqualvolta in tavola arrivava una bottiglia nuova. Le parole non erano sempre le stesse: gli aggettivi chiaro, grasso, spigoloso, fermo potevano trasformarsi in torbido, magro, liscio e mosso. E questo mi incuriosiva sempre di più.
Non avevo ancora capito che stava cercando un dialogo con quel vino, lo stava interrogando e, quasi suggerendogli le risposte, cercava di capire come fosse: degustava. Anch’io avrei voluto capire il perché di quelle parole, anch’io avrei voluto capire cosa c’era dentro quel bicchiere. Ecco innescata la mia curiosità: la curiosità di capire, sapere, interpretare, indagare quel liquido a volte rosso, a volte bianco, a volte rosato è stata sicuramente la spinta, lo stimolo che ha reso il vino uno dei miei interessi.
Con questi dolci ricordi nella mente penso che tutte le persone, mosse dalla molla della curiosità, possano diventare dei bravi assaggiatori. La curiosità è l'unica qualità da cui non si può prescindere: sono sicuro che l'essere curiosi porterà ognuno ad apprezzare e conoscere la differenza tra bere e degustare, dove degustare significa sia bere sia interpretare. Degustare è curiosità diventata conoscenza.
Anche senza conoscenze si possono fare apprezzamenti sul vino. Sorseggiando un vino si può dire “a me piace, a me non piace” rispondendo a suggestioni soggettive. Le stesse affermazioni potrebbero anche essere figlie di una bella bevuta in compagnia, di un momento fraterno, di una litigata, di una buona cena, di una chiacchierata, di ricordi piacevoli o no dove il vino diventa un liquido astratto che riscalda o gela quei momenti.
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