Michele Chiarlo: i grandi vini del Piemonte


Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€
La storia della cantina Michele Chiarlo inizia nel 1956 a Calamandrana, in provincia di Asti. Dopo gli studi alla scuola enologica di Alba, Michele fonda l'azienda, portando avanti una vocazione agricola familiare iniziata dal padre Pietro nel 1939. Oggi sono i figli Alberto e Stefano a guidare la tenuta, che conta circa 110 ettari di vigneti distribuiti tra i territori di Langhe, Monferrato e Gavi.
Fin dagli esordi, con il primo Barolo imbottigliato nel 1958, la cantina ha guardato oltre i confini nazionali, iniziando a esportare i vini piemontesi nel mondo già negli anni Sessanta. Michele Chiarlo è stato il primo produttore a introdurre la fermentazione malolattica per la Barbera e, insieme all'enologo Giuliano Noè, ha condotto una lunga battaglia per il riconoscimento della denominazione Nizza DOCG, traguardo raggiunto ufficialmente nel 2014.
In vigna e in cantina, l'attenzione è rivolta esclusivamente ai vitigni autoctoni piemontesi, tra cui Nebbiolo, Barbera, Cortese, Moscato Bianco, Arneis e Albarossa. Le tecniche di vinificazione in purezza sono scelte per far emergere le caratteristiche di ogni singolo terroir. A seconda del vino, si utilizzano vasche in acciaio inox per mantenere la freschezza o l'affinamento in legno per i cru destinati all'invecchiamento. L'azienda opera seguendo i disciplinari delle certificazioni V.I.V.A., Equalitas e SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).
I frutti di questo lavoro si ritrovano in etichette che raccontano il Piemonte. Il Nizza DOCG Cipressi, ad esempio, è un rosso da uve Barbera affinato in legno, caratterizzato da un colore rubino intenso e profumi di ciliegia e lampone. Spostandosi verso la Liguria, le uve Cortese danno invece vita a bianchi freschi come il Gavi Palàs DOCG, vinificato in acciaio, ideale per accompagnare un antipasto di mare o un piatto di ravioli.
rossi e bianchi piemontesi
Dalla struttura del Nizza DOCG alla freschezza del Gavi, scopri i vini di Michele Chiarlo nati per raccontare le sfumature dei vitigni autoctoni.
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La storia della cantina Michele Chiarlo inizia nel 1956 a Calamandrana, in provincia di Asti. Dopo gli studi alla scuola enologica di Alba, Michele fonda l'azienda, portando avanti una vocazione agricola familiare iniziata dal padre Pietro nel 1939. Oggi sono i figli Alberto e Stefano a guidare la tenuta, che conta circa 110 ettari di vigneti distribuiti tra i territori di Langhe, Monferrato e Gavi.
Fin dagli esordi, con il primo Barolo imbottigliato nel 1958, la cantina ha guardato oltre i confini nazionali, iniziando a esportare i vini piemontesi nel mondo già negli anni Sessanta. Michele Chiarlo è stato il primo produttore a introdurre la fermentazione malolattica per la Barbera e, insieme all'enologo Giuliano Noè, ha condotto una lunga battaglia per il riconoscimento della denominazione Nizza DOCG, traguardo raggiunto ufficialmente nel 2014.
In vigna e in cantina, l'attenzione è rivolta esclusivamente ai vitigni autoctoni piemontesi, tra cui Nebbiolo, Barbera, Cortese, Moscato Bianco, Arneis e Albarossa. Le tecniche di vinificazione in purezza sono scelte per far emergere le caratteristiche di ogni singolo terroir. A seconda del vino, si utilizzano vasche in acciaio inox per mantenere la freschezza o l'affinamento in legno per i cru destinati all'invecchiamento. L'azienda opera seguendo i disciplinari delle certificazioni V.I.V.A., Equalitas e SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).
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