Campari: la storia dell'aperitivo italiano


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La storia del Gruppo Campari inizia nel 1860 a Novara, quando Gaspare Campari acquista il Caffè dell'Amicizia. È in questo locale che mette a punto la ricetta del celebre bitter. Pochi anni dopo, nel 1862, l'attività si sposta a Milano, città che diventerà il fulcro dello sviluppo dell'azienda. Nel 1867 apre il Caffè Campari in Galleria Vittorio Emanuele II, seguito nel 1915 dal noto locale Camparino, consolidando il legame tra il marchio e il rito dell'aperitivo milanese.
Lo sviluppo industriale porta la firma di Davide Campari, figlio di Gaspare. Nel 1904 inaugura il primo stabilimento produttivo a Sesto San Giovanni, avviando l'espansione internazionale. Un momento chiave arriva nel 1932 con il lancio del Campari Soda, il primo aperitivo premiscelato, racchiuso nell'iconica bottiglietta a forma di calice rovesciato disegnata dall'artista futurista Fortunato Depero.
Il metodo di produzione del Bitter Campari si basa su un processo di infusione in acqua calda a 100 °C, seguita dalla macerazione in alcol puro di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta, tra cui spiccano il chinotto e la cascarilla. L'infuso viene poi filtrato per separare le botaniche dal liquido e miscelato con acqua, alcol e sciroppo di zucchero. Il caratteristico colore rosso, un tempo ottenuto dal carminio, è oggi dato da un colorante alimentare.
Le ricette esatte dei prodotti principali sono mantenute segrete e tramandate inalterate fin dalle origini. Questo vale sia per il Bitter sia per l'Aperitivo Aperol, nato a Padova nel 1919 e preparato con arance, rabarbaro, erbe e radici. Oggi il gruppo, con sede operativa a Sesto San Giovanni, controlla numerosi marchi distribuiti in oltre 190 Paesi, includendo nel proprio catalogo anche storici liquori regionali come l'Amaro dello Stelvio, nato in Valtellina.
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La storia del Gruppo Campari inizia nel 1860 a Novara, quando Gaspare Campari acquista il Caffè dell'Amicizia. È in questo locale che mette a punto la ricetta del celebre bitter. Pochi anni dopo, nel 1862, l'attività si sposta a Milano, città che diventerà il fulcro dello sviluppo dell'azienda. Nel 1867 apre il Caffè Campari in Galleria Vittorio Emanuele II, seguito nel 1915 dal noto locale Camparino, consolidando il legame tra il marchio e il rito dell'aperitivo milanese.
Lo sviluppo industriale porta la firma di Davide Campari, figlio di Gaspare. Nel 1904 inaugura il primo stabilimento produttivo a Sesto San Giovanni, avviando l'espansione internazionale. Un momento chiave arriva nel 1932 con il lancio del Campari Soda, il primo aperitivo premiscelato, racchiuso nell'iconica bottiglietta a forma di calice rovesciato disegnata dall'artista futurista Fortunato Depero.
Il metodo di produzione del Bitter Campari si basa su un processo di infusione in acqua calda a 100 °C, seguita dalla macerazione in alcol puro di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta, tra cui spiccano il chinotto e la cascarilla. L'infuso viene poi filtrato per separare le botaniche dal liquido e miscelato con acqua, alcol e sciroppo di zucchero. Il caratteristico colore rosso, un tempo ottenuto dal carminio, è oggi dato da un colorante alimentare.
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