Primi piatti
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Spedizione gratuita per ordini superiori a 99€

cottura
2 minuti
I testaroli sono una pasta antica della Lunigiana, originaria di Pontremoli, preparata con un semplice impasto di acqua, farina e sale cotto nei tradizionali testi di ghisa o terracotta. Questo primo piatto della tradizione contadina, oggi riconosciuto come Presidio Slow Food, unisce semplicità e gusto autentico con una tecnica di cottura peculiare.
Diffusi nell'area tra Liguria e Toscana, i testaroli rappresentano una delle preparazioni più storiche della cucina di casa. Dopo la prima cottura nei testi, la sfoglia sottile viene tagliata a losanghe e immersa per pochissimi minuti in acqua bollente a fuoco spento, prima di essere condita tradizionalmente con pesto alla genovese o con olio extravergine e pecorino.
Il nome di questa preparazione deriva dal testo, uno strumento di cottura tradizionale utilizzato sulla brace. Realizzato storicamente in terracotta e oggi prevalentemente in ghisa per garantire una diffusione omogenea del calore, il testo si compone di una piastra circolare di circa 45 cm di diametro e del relativo coperchio.
Posizionato direttamente su una griglia ad alta temperatura, serve per cuocere a fuoco vivo un impasto liquido a base di farina, acqua e sale. Quando la superficie in ghisa raggiunge il giusto grado di calore, si versa la pastella, si attende che la struttura inizi a rapprendersi e si prosegue la cottura con il coperchio inserito. Il disco ottenuto presenta una consistenza leggermente spugnosa, che viene fatta asciugare prima del confezionamento. In tutti i negozi Eataly trovi quelli de I Sapori della Tradizione Ligure, pronti da preparare a casa.
Preparare i testaroli richiede pochi ingredienti essenziali e una tecnica di cottura rapida a fuoco vivo. Le dosi indicate permettono di ottenere un impasto fluido da cuocere sulla ghisa o in una padella ben calda.
Si tagliano a losanghe, come dei maltagliati, di circa 4 cm di lato. Si fanno rinvenire in acqua salata, portata ad ebollizione e poi spenta, per 2 minuti. Si scolano con un mestolo forato e si condiscono. La loro consistenza è diversa da quella della pasta fresca o dalla pasta secca, assomiglia più ad un pane frattau sardo e il loro gusto è quello tipico, nocciolato, dei cibi cotti al forno.
Le ricette di oggi consigliano di condire i testaroli con il pesto genovese, ma non solo. Un tempo si usavano infatti semplicemente dell'olio e del formaggio grattugiato, oppure si può preparare un pesto espresso: basilico appena frullato e olio, un po' di Parmigiano. Senza pinoli, per un condimento più liquido e fresco.
Se invece lo preferisci, leggi qui la ricetta tradizionale del pesto alla genovese.
Ora che hai scoperto cosa sono i testaroli e come si condiscono, non ti resta che scegliere un secondo piatto da abbinare.
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2 minuti
I testaroli sono una pasta antica della Lunigiana, originaria di Pontremoli, preparata con un semplice impasto di acqua, farina e sale cotto nei tradizionali testi di ghisa o terracotta. Questo primo piatto della tradizione contadina, oggi riconosciuto come Presidio Slow Food, unisce semplicità e gusto autentico con una tecnica di cottura peculiare.
Diffusi nell'area tra Liguria e Toscana, i testaroli rappresentano una delle preparazioni più storiche della cucina di casa. Dopo la prima cottura nei testi, la sfoglia sottile viene tagliata a losanghe e immersa per pochissimi minuti in acqua bollente a fuoco spento, prima di essere condita tradizionalmente con pesto alla genovese o con olio extravergine e pecorino.
Il nome di questa preparazione deriva dal testo, uno strumento di cottura tradizionale utilizzato sulla brace. Realizzato storicamente in terracotta e oggi prevalentemente in ghisa per garantire una diffusione omogenea del calore, il testo si compone di una piastra circolare di circa 45 cm di diametro e del relativo coperchio.
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