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Qual è la differenza tra Prosecco e Franciacorta? La differenza principale risiede nel metodo di produzione e nei vitigni impiegati. Il Prosecco si ottiene prevalentemente da uve Glera lavorate con il Metodo Martinotti (o Charmat), che prevede la rifermentazione in autoclave e restituisce un profilo fresco e fruttato. Il Franciacorta nasce invece da vitigni come Chardonnay e Pinot Nero ed è prodotto con il Metodo Classico, attraverso la rifermentazione in bottiglia e un affinamento sui lieviti che conferisce maggiore struttura e complessità.
Come viene prodotto esattamente uno spumante e cosa indica la dicitura del dosaggio? Il mondo dei vini effervescenti offre diverse sfumature e terminologie specifiche da conoscere. Se desideri orientarti al meglio quando scopri la selezione di spumanti e bollicine, in questa guida trovi risposte chiare ai dubbi più diffusi, a cominciare dal confronto tra Metodo Charmat e Metodo Classico.
Per comprendere meglio le caratteristiche di ogni bollicina, la tabella sintetizza le differenze principali tra i due metodi di spumantizzazione.
| Caratteristica | Metodo Classico | Metodo Charmat |
|---|---|---|
| Sede della seconda fermentazione | In bottiglia | In autoclavi di acciaio |
| Durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti | Media di 24-36 mesi, con picchi oltre i 120 mesi | Da 30 giorni a 6 mesi (Metodo Martinotti) |
| Fasi principali del processo | Tirage, remuage, sboccatura (degorgement), dosaggio | Fermentazione in autoclave, filtraggio, dosaggio, imbottigliamento |
| Profilo del vino | Più strutturato e corposo, con note ricche legate al lievito | Per lo più leggero, fresco e con note fruttate |
| Perlage | Più fine e persistente | Abbastanza grossolano ed evanescente |
| Caratteristiche del processo | Più lungo, costoso e complesso | Più semplice e rapido |
| Esempi e denominazioni | Franciacorta, Trento DOC, Alta Langa, Oltrepò Pavese, Champagne | Prosecco |
I vini prodotti con il Metodo Martinotti o Metodo Charmat (dai nomi dell'astigiano Federico Martinotti, che inventò il metodo, e di Eugène Charmat, che brevettò l'attrezzatura per metterlo in pratica) nascono da vini bianchi fermi: dopo aver subito una prima fermentazione durante il normale processo di produzione, questi vini ne subiscono una seconda in autoclavi di acciaio, a temperatura e pressione controllate, con l'aggiunta di lieviti e zucchero. La durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti per il Metodo Martinotti varia da 30 giorni a 6 mesi. Durante questa fase, i lieviti "mangiano" gli zuccheri e li trasformano in alcol e anidride carbonica, dando vita alle caratteristiche bollicine.
A questo punto, il vino viene filtrato, avviene poi il dosaggio, cioè la "correzione finale" con l'aggiunta di una miscela di vino e zucchero, e infine l'imbottigliamento. Nel Metodo Charmat, la spumantizzazione si completa in autoclave e quindi i vini, una volta imbottigliati, sono pronti per essere bevuti. Poiché è un processo piuttosto semplice e rapido, il Metodo Charmat dà vita a vini per lo più leggeri, freschi e dalle note fruttate, con un perlage (la struttura e la dimensione delle bollicine) abbastanza grossolano ed evanescente: un tipico esempio è il Prosecco.
Il Metodo Classico o Metodo Champenoise (per gli Champagne prodotti nell'omonima regione) o Metodo Crémant (per gli spumanti prodotti nel resto della Francia) si differenzia dal Metodo Charmat principalmente perché effettua la seconda fermentazione, e quindi la spumantizzazione, direttamente in bottiglia. La base degli spumanti è solitamente costituita da una cuvée, cioè una miscela di vini di tipologie e/o annate diverse (a meno che non si tratti di uno spumante millesimato, cioè prodotto con un solo vino di un'unica annata), che viene imbottigliata con l'aggiunta di una selezione di zuccheri e lieviti (tirage). In bottiglia il vino effettua la seconda fermentazione riposando in posizione orizzontale. La durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti per il Metodo Classico ha una media di 24-36 mesi con picchi oltre i 120 mesi.
A questo punto inizia la fase del remuage: ogni bottiglia viene ruotata di 1/8 e leggermente inclinata con il tappo verso il basso per far depositare nel collo i residui della fermentazione. Quando la bottiglia raggiunge una posizione verticale, il collo viene congelato con appositi macchinari. Si procede così con la sboccatura (dégorgement): la bottiglia viene stappata e le fecce ghiacciate vengono espulse. Gli ultimi passaggi sono il dosaggio, con l'aggiunta di una miscela di zuccheri e vino per ripristinare la parte di vino espulsa, e il tappaggio definitivo. Più lungo, costoso e complesso rispetto al Metodo Charmat, il Metodo Classico dà vita a vini più strutturati e corposi, con note più ricche prevalentemente legate al lievito e un perlage più fine e persistente.
Anche se è meno noto, esiste un terzo metodo di produzione delle bollicine: il Metodo Ancestrale. Questo comincia con una leggera pressatura delle uve, che serve per l’estrazione dei "lieviti indigeni" presenti nella buccia dei grappoli d’uva. La fermentazione viene poi fatta in botti di acciaio inox a temperature controllate e viene bloccata a un livello di zuccheri ben preciso: questo serve a garantire la ripresa della fermentazione dopo l'imbottigliamento, che avviene senza l'aggiunta di ulteriori zuccheri o lieviti.
Oltre a differenziarsi per il metodo di spumantizzazione, gli spumanti possono essere classificati anche in base al residuo zuccherino. In base al quantitativo di zuccheri contenuti, infatti, ogni spumante viene definito da disciplinare in modo diverso:
Un'altra classificazione degli spumanti è quella in base alla zona di produzione. In Italia ce ne sono diverse, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità. Le più note sono:
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Offerta dal 03/09 al 14/10
Millesimato Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG
0,75l
Villa Sandi
Prezzo precedente: 16,90 € (22,53 €/lt) -36%
10,90 € (14,53 €/lt)
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Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di San Pietro di Barbozza
0,75l
Villa Sandi
14,90 € (19,87 €/lt)
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Cartizze La Rivetta
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36,90 € (49,20 €/lt)
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Prosecco Conegliano Valdobbiadene Extra Dry Millesimato
75cl
Serafini & Vidotto
16,90 € (22,53 €/lt)
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Bele Casel
15,90 € (21,20 €/lt)
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Conegliano Brut Rive di Soligo
0,75l
Biancavigna
15,90 € (21,20 €/lt)
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Qual è la differenza tra Prosecco e Franciacorta? La differenza principale risiede nel metodo di produzione e nei vitigni impiegati. Il Prosecco si ottiene prevalentemente da uve Glera lavorate con il Metodo Martinotti (o Charmat), che prevede la rifermentazione in autoclave e restituisce un profilo fresco e fruttato. Il Franciacorta nasce invece da vitigni come Chardonnay e Pinot Nero ed è prodotto con il Metodo Classico, attraverso la rifermentazione in bottiglia e un affinamento sui lieviti che conferisce maggiore struttura e complessità.
Come viene prodotto esattamente uno spumante e cosa indica la dicitura del dosaggio? Il mondo dei vini effervescenti offre diverse sfumature e terminologie specifiche da conoscere. Se desideri orientarti al meglio quando scopri la selezione di spumanti e bollicine, in questa guida trovi risposte chiare ai dubbi più diffusi, a cominciare dal confronto tra Metodo Charmat e Metodo Classico.
Per comprendere meglio le caratteristiche di ogni bollicina, la tabella sintetizza le differenze principali tra i due metodi di spumantizzazione.
| Caratteristica | Metodo Classico | Metodo Charmat |
|---|---|---|
| Sede della seconda fermentazione | In bottiglia | In autoclavi di acciaio |
| Durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti | Media di 24-36 mesi, con picchi oltre i 120 mesi | Da 30 giorni a 6 mesi (Metodo Martinotti) |
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| Profilo del vino | Più strutturato e corposo, con note ricche legate al lievito | Per lo più leggero, fresco e con note fruttate |
| Perlage | Più fine e persistente | Abbastanza grossolano ed evanescente |
| Caratteristiche del processo | Più lungo, costoso e complesso | Più semplice e rapido |
| Esempi e denominazioni | Franciacorta, Trento DOC, Alta Langa, Oltrepò Pavese, Champagne | Prosecco |
I vini prodotti con il Metodo Martinotti o Metodo Charmat (dai nomi dell'astigiano Federico Martinotti, che inventò il metodo, e di Eugène Charmat, che brevettò l'attrezzatura per metterlo in pratica) nascono da vini bianchi fermi: dopo aver subito una prima fermentazione durante il normale processo di produzione, questi vini ne subiscono una seconda in autoclavi di acciaio, a temperatura e pressione controllate, con l'aggiunta di lieviti e zucchero. La durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti per il Metodo Martinotti varia da 30 giorni a 6 mesi. Durante questa fase, i lieviti "mangiano" gli zuccheri e li trasformano in alcol e anidride carbonica, dando vita alle caratteristiche bollicine.
A questo punto, il vino viene filtrato, avviene poi il dosaggio, cioè la "correzione finale" con l'aggiunta di una miscela di vino e zucchero, e infine l'imbottigliamento. Nel Metodo Charmat, la spumantizzazione si completa in autoclave e quindi i vini, una volta imbottigliati, sono pronti per essere bevuti. Poiché è un processo piuttosto semplice e rapido, il Metodo Charmat dà vita a vini per lo più leggeri, freschi e dalle note fruttate, con un perlage (la struttura e la dimensione delle bollicine) abbastanza grossolano ed evanescente: un tipico esempio è il Prosecco.
Il Metodo Classico o Metodo Champenoise (per gli Champagne prodotti nell'omonima regione) o Metodo Crémant (per gli spumanti prodotti nel resto della Francia) si differenzia dal Metodo Charmat principalmente perché effettua la seconda fermentazione, e quindi la spumantizzazione, direttamente in bottiglia. La base degli spumanti è solitamente costituita da una cuvée, cioè una miscela di vini di tipologie e/o annate diverse (a meno che non si tratti di uno spumante millesimato, cioè prodotto con un solo vino di un'unica annata), che viene imbottigliata con l'aggiunta di una selezione di zuccheri e lieviti (tirage). In bottiglia il vino effettua la seconda fermentazione riposando in posizione orizzontale. La durata della rifermentazione e dell'affinamento sui lieviti per il Metodo Classico ha una media di 24-36 mesi con picchi oltre i 120 mesi.
A questo punto inizia la fase del remuage: ogni bottiglia viene ruotata di 1/8 e leggermente inclinata con il tappo verso il basso per far depositare nel collo i residui della fermentazione. Quando la bottiglia raggiunge una posizione verticale, il collo viene congelato con appositi macchinari. Si procede così con la sboccatura (dégorgement): la bottiglia viene stappata e le fecce ghiacciate vengono espulse. Gli ultimi passaggi sono il dosaggio, con l'aggiunta di una miscela di zuccheri e vino per ripristinare la parte di vino espulsa, e il tappaggio definitivo. Più lungo, costoso e complesso rispetto al Metodo Charmat, il Metodo Classico dà vita a vini più strutturati e corposi, con note più ricche prevalentemente legate al lievito e un perlage più fine e persistente.
Anche se è meno noto, esiste un terzo metodo di produzione delle bollicine: il Metodo Ancestrale. Questo comincia con una leggera pressatura delle uve, che serve per l’estrazione dei "lieviti indigeni" presenti nella buccia dei grappoli d’uva. La fermentazione viene poi fatta in botti di acciaio inox a temperature controllate e viene bloccata a un livello di zuccheri ben preciso: questo serve a garantire la ripresa della fermentazione dopo l'imbottigliamento, che avviene senza l'aggiunta di ulteriori zuccheri o lieviti.
Oltre a differenziarsi per il metodo di spumantizzazione, gli spumanti possono essere classificati anche in base al residuo zuccherino. In base al quantitativo di zuccheri contenuti, infatti, ogni spumante viene definito da disciplinare in modo diverso:
Un'altra classificazione degli spumanti è quella in base alla zona di produzione. In Italia ce ne sono diverse, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità. Le più note sono:
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