Racconti
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“Coltiviamo nel rispetto della tradizione e della stagionalità”: esordisce così Manuela Montano, che, ad Albenga, in provincia di Savona, coltiva i suoi ortaggi insieme al marito Marco, dando vita a prodotti unici e speciali, come l’ asparago violetto di Albenga, Presidio Slow Food.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Varietà | Asparago violetto di Albenga |
| Riconoscimento | Presidio Slow Food |
| Zona di coltivazione | Piana di Albenga (provincia di Savona) |
| Stagionalità | Da marzo a giugno (da San Giuseppe a San Giovanni) |
| Aspetto | Turioni medio-grossi, colore viola che sfuma al bianco verso la base |
| Caratteristica genetica | 40 cromosomi |
| Terreno e microclima | Suolo sabbioso e limoso, salinità legata alla vicinanza del mare |
| Uso in cucina | Consistenza tenera, adatto a diversi tipi di cottura e in abbinamento al pesce |
“La mia famiglia coltiva la terra da sempre, a partire da mio nonno, poi mio padre e infine me e mio fratello”. Proprio così, Manuela e la sua famiglia sanno bene cosa vogliono dire fatica, passione e dedizione, ma soprattutto i sacrifici che la terra richiede per portare alla luce i suoi frutti, quelli che ogni giorno arrivano sulle tavole.
L’attività nasce come azienda di famiglia, ma nel 1991 Manuela dà vita alla sua azienda agricola dedicandosi alla coltivazione, fatta come una volta, di prodotti stagionali, senza il supporto di macchine e l’utilizzo di pesticidi aggressivi. È una coltivazione naturale.
La filosofia dell’azienda è proprio quella di coltivare in modo giusto e pulito: tutto avviene rigorosamente a mano, utilizzando concimi organici e minerali e mettendo in pratica i valori di Slow Food.
Oltre a ortaggi e verdure di stagione in inverno, Manuela e la sua famiglia hanno anche sperimentato la coltivazione di fiori, tra cui rose, calle, tulipani e iris. Ma è poi nel 1980 che insieme decidono di lanciarsi nella coltivazione dell'asparago violetto di Albenga: all’inizio provano la tecnica del riscaldamento basale, cioè tramite dei tubi di acqua calda posti sottoterra. La famiglia continua a utilizzare questo metodo fino al 2008, fin quando si rende conto che si tratta di una tecnica troppo dispendiosa.
Da allora, infatti, l'azienda è passata a una coltivazione naturale senza riscaldamento dell’acqua, seguendo proprio la stagionalità dell’ortaggio, cioè da marzo fino a giugno, o da “San Giuseppe” a “San Giovanni”, come ricorda Manuela.
L’asparago violetto di Albenga è inconfondibile grazie ai turioni medio-grossi e al colore viola che sfuma verso la base, fino a diventare bianco. Questo colore non dipende dalle tecniche di coltivazione, ma da un fattore genetico: a differenza dell'asparago comune, possiede 40 cromosomi anziché 20, una caratteristica che impedisce l'ibridazione con altre varietà e ne preserva la purezza.
La sua rarità ha portato all'assegnazione del titolo di Presidio Slow Food, un progetto che tutela le piccole produzioni locali e le coltivazioni tradizionali a rischio di scomparsa, valorizzando l'origine e la biodiversità agricola.
In molti hanno cercato di replicare questa coltivazione in California, Nuova Zelanda e Australia, ma senza successo. La ragione sta nel terroir della Piana di Albenga, ovvero quella combinazione irripetibile di terreno profondo, sabbioso e limoso, salinità portata dalla vicinanza del mare e microclima mite. Questo legame profondo tra ambiente naturale, suolo e tradizione contadina dona all'ortaggio le sue proprietà organolettiche distintive. “È un asparago tenero, che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di cottura e a essere abbinato al pesce”, consiglia Manuela.
Grazie alla sua particolare tenerezza, l'asparago violetto di Albenga si presta a cotture brevi e semplici che ne valorizzano il sapore delicato e il colore inconfondibile.
Puoi gustarlo a crudo, affettato sottilmente e condito con un filo d'olio extravergine d'oliva, oppure scottato leggermente a vapore per mantenerne la consistenza croccante. Come consiglia Manuela Montano, questo ortaggio si adatta con facilità a qualsiasi tipo di preparazione e si abbina in modo perfetto ai piatti di pesce, dai tranci al vapore ai filetti al forno. Per trarre ispirazione e sperimentare in cucina, puoi consultare le ricette con gli asparagi presenti sul magazine.
È un lavoro lungo, spinto dalla passione e dell'amore per la terra. Tutto ha inizio con la semina, che avviene in un piccolo appezzamento a partire da metà marzo fino ad aprile. Qui ha inizio un periodo di lunga attesa, durante il quale la pazienza è la più grande arma dell'asparagicoltore. Per il primo anno, infatti, la pianta va solo curata; al secondo anno le piante vanno concimate nuovamente e lavorate con il solo utilizzo della zappa; al terzo anno inizia un piccolo raccolto, ma quello vero e proprio sarà possibile solo a partire dal quarto anno.
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“Coltiviamo nel rispetto della tradizione e della stagionalità”: esordisce così Manuela Montano, che, ad Albenga, in provincia di Savona, coltiva i suoi ortaggi insieme al marito Marco, dando vita a prodotti unici e speciali, come l’ asparago violetto di Albenga, Presidio Slow Food.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Varietà | Asparago violetto di Albenga |
| Riconoscimento | Presidio Slow Food |
| Zona di coltivazione | Piana di Albenga (provincia di Savona) |
| Stagionalità | Da marzo a giugno (da San Giuseppe a San Giovanni) |
| Aspetto | Turioni medio-grossi, colore viola che sfuma al bianco verso la base |
| Caratteristica genetica | 40 cromosomi |
| Terreno e microclima | Suolo sabbioso e limoso, salinità legata alla vicinanza del mare |
| Uso in cucina | Consistenza tenera, adatto a diversi tipi di cottura e in abbinamento al pesce |
“La mia famiglia coltiva la terra da sempre, a partire da mio nonno, poi mio padre e infine me e mio fratello”. Proprio così, Manuela e la sua famiglia sanno bene cosa vogliono dire fatica, passione e dedizione, ma soprattutto i sacrifici che la terra richiede per portare alla luce i suoi frutti, quelli che ogni giorno arrivano sulle tavole.
L’attività nasce come azienda di famiglia, ma nel 1991 Manuela dà vita alla sua azienda agricola dedicandosi alla coltivazione, fatta come una volta, di prodotti stagionali, senza il supporto di macchine e l’utilizzo di pesticidi aggressivi. È una coltivazione naturale.
La filosofia dell’azienda è proprio quella di coltivare in modo giusto e pulito: tutto avviene rigorosamente a mano, utilizzando concimi organici e minerali e mettendo in pratica i valori di Slow Food.
Oltre a ortaggi e verdure di stagione in inverno, Manuela e la sua famiglia hanno anche sperimentato la coltivazione di fiori, tra cui rose, calle, tulipani e iris. Ma è poi nel 1980 che insieme decidono di lanciarsi nella coltivazione dell'asparago violetto di Albenga: all’inizio provano la tecnica del riscaldamento basale, cioè tramite dei tubi di acqua calda posti sottoterra. La famiglia continua a utilizzare questo metodo fino al 2008, fin quando si rende conto che si tratta di una tecnica troppo dispendiosa.
Da allora, infatti, l'azienda è passata a una coltivazione naturale senza riscaldamento dell’acqua, seguendo proprio la stagionalità dell’ortaggio, cioè da marzo fino a giugno, o da “San Giuseppe” a “San Giovanni”, come ricorda Manuela.
L’asparago violetto di Albenga è inconfondibile grazie ai turioni medio-grossi e al colore viola che sfuma verso la base, fino a diventare bianco. Questo colore non dipende dalle tecniche di coltivazione, ma da un fattore genetico: a differenza dell'asparago comune, possiede 40 cromosomi anziché 20, una caratteristica che impedisce l'ibridazione con altre varietà e ne preserva la purezza.
La sua rarità ha portato all'assegnazione del titolo di Presidio Slow Food, un progetto che tutela le piccole produzioni locali e le coltivazioni tradizionali a rischio di scomparsa, valorizzando l'origine e la biodiversità agricola.
In molti hanno cercato di replicare questa coltivazione in California, Nuova Zelanda e Australia, ma senza successo. La ragione sta nel terroir della Piana di Albenga, ovvero quella combinazione irripetibile di terreno profondo, sabbioso e limoso, salinità portata dalla vicinanza del mare e microclima mite. Questo legame profondo tra ambiente naturale, suolo e tradizione contadina dona all'ortaggio le sue proprietà organolettiche distintive. “È un asparago tenero, che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di cottura e a essere abbinato al pesce”, consiglia Manuela.
Grazie alla sua particolare tenerezza, l'asparago violetto di Albenga si presta a cotture brevi e semplici che ne valorizzano il sapore delicato e il colore inconfondibile.
Puoi gustarlo a crudo, affettato sottilmente e condito con un filo d'olio extravergine d'oliva, oppure scottato leggermente a vapore per mantenerne la consistenza croccante. Come consiglia Manuela Montano, questo ortaggio si adatta con facilità a qualsiasi tipo di preparazione e si abbina in modo perfetto ai piatti di pesce, dai tranci al vapore ai filetti al forno. Per trarre ispirazione e sperimentare in cucina, puoi consultare le ricette con gli asparagi presenti sul magazine.
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