Nel linguaggio alchemico il passaggio di un metallo, o di un uomo, dalla condizione "grezza" a quella "nobile", significava una maturazione verso la propria identità segreta, una rigenerazione al termine della quale ogni metallo diventerebbe il metallo per eccellenza (l'oro) e ogni uomo emancipato da impurità e incorruttibilità.
Parallelamente a questa corrente filosofale si evolveva una ricerca meno utopistica, ma altrettanto meticolosa, ad opera di artigiani illuminati per i quali il vero compito era la scoperta dell'essenza della natura, dell'agricoltura e della sua trasformazione.
Gli "alambicchi" che nell'immaginario collettivo rappresentavano i simboli immaginifici di un percorso esoterico, diventavano, e tutt'ora lo sono, gli strumenti insostituibili per ottenere magici distillati.
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