La cultivar
taggiasca si coltiva in provincia di Imperia e di Savona.
Trova
il clima ideale sulle colline terrazzate della fascia marittima
ma cresce anche ad altitudini tra i 700 e i 900 metri. L'olio
extravergine l'autentico protagonista della dieta mediterranea
e, in quanto tale, oggetto di grandissima attenzione in tutto
il mondo. Negli anni Sessanta furono scoperti i benefici di un'alimentazione
a base di olio di oliva rispetto a quelle a base di grassi animali
che aumentano il rischio di esposizione a malattie cardiovascolari.
Il
territorio della taggiasca
La coltura dell'olivo è parte
importante del patrimonio agroalimentare del Ponente ligure.
La diffusione e la razionalizzazione dei metodi di coltura risalgono
alla presenza dell'ordine dei Benedettini a Taggia. I monaci,
incrociando talee provenienti dal Centro Italia, generarono la
cultivar taggiasca che, preso il nome dal territorio di origine, è diventata
nei secoli un simbolo del Ponente e della cultura contadina.
La
pianta, che teme le nebbie, le gelate e la siccità prolungata,
trova il clima ideale sulle colline terrazzate della fascia marittima
e può tranquillamente essere coltivata fino ad altitudini
comprese tra 700 e 900 metri perché gli influssi marini
ne mitigano il clima. La taggiasca è coltivata solo in
questa zona dal microclima particolarmente favorevole, in provincia
di Imperia e in una piccola parte della provincia di Savona.
L'olio
prodotto da questa pregiata cultivar è famoso in
tutto il mondo: i profumi sono tenui ma complessi, il gusto è delicato
e fruttato (tecnicamente l'olio della Riviera ligure è un
olio fruttato lieve).
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